16 agosto 1952
OCA

DEDICATO A BARTOLOMEO CAROSI DETTO BRANDANO


CAPPOTTO REALIZZATO DAL CAVALLO NIDUZZA

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine

Dorina LEOCORNO Ganghero
Lirio VALDIMONTONE Il Terribile
Imperiale GIRAFFA Lampino
Sarò o non sarò DRAGO Bazza
Pasquina AQUILA Biondo
Miramare BRUCO Falchetto
Niduzza OCA Rompighiaccio
Gaudenzia ONDA Ciancone
Bruna CHIOCCIOLA Ganascia
Archetta NICCHIO Ranco

MOSSIERE: Guido Guidarini


    



CAPITANO: Vieri d'Elci Pannocchieschi
GOVERNATORE: Alessandro Raselli
MANGINI: Ettore Fontani - Alfredo Tancredi - Primo Martini
BARBARESCO: Amleto Tancredi

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1948
Il fantino non vinceva dal 16 agosto 1950





Questo Palio è rimasto nella storia per una clamorosa irregolarità commessa durante le fasi della mossa. Dalla tratta escono favorite le rivali Nicchio ed Oca, possibili sorprese il Bruco e l'Onda, anche il Montone con il redivivo Lirio spera nel successo. Fra i canapi c'è anche la Chiocciola presente solo per onor di firma, considerando che Bruna è uscita malconcia dalla seconda prova. L'ordine d'ingresso ai canapi è il seguente: Bruco, Chiocciola, Drago, Aquila, Oca, Nicchio, Montone, Onda, Giraffa e Leocorno di rincorsa. Ad un tratto, con il Leocorno ancora fuori dai canapi, cadono Bruco, Chiocciola ed Aquila. Amaranto, nel Bruco, è conciato male ed è subito chiaro che non può rimontare a cavallo. Si torna nell'Entrone, la tensione è altissima con i brucaioli pronti ad invadere la pista. Per motivi di ordine pubblico viene presa una decisione che va contro il Regolamento del Palio. Ganascia, che rimasto a piedi assiste al Palio da semplice spettatore, viene prelevato e fatto montare nella Chiocciola, al cui fantino, Falchetto, viene imposto di montare nel Bruco. Si torna fra i canapi con Ganascia in pantaloni borghesi col giubbetto della Chiocciola, contrada a cui aveva dato non pochi dispiaceri negli anni trenta, mentre Falchetto col giubbetto del Bruco indossa ancora i pantaloni con i colori di San Marco. È quasi buio, si rischia il rinvio, ma in un clima appesantito da giustificabili contestazioni arriva la mossa buona. Il Palio è sin dalle prime battute molto combattuto, partono primi Nicchio ed Aquila, con il Montone in ottima posizione, poi subito dietro Onda ed Oca. Si delinea subito un duello Nicchio-Montone, Ranco e Terribile si nerbano, anche per alcuni screzi personali, questa azione peserà molto sull'inasprirsi dei rapporti fra le due contrade. Ranco non regge alle nerbate del Terribile e cade al secondo Casato, il Montone prende decisamente il comando, seguito da Onda ed Oca. Ma il terzo giro riserva la sorpresa decisiva, al Casato l'Oca riesce a passare, beffando il Terribile e Ciancone che avranno un dopo-Palio molto movimentato. Per l'Oca un successo arrivato all'ultimo tuffo, grazie alla bravura di Rompighiaccio e di Niduzza, barbero dalla carriera inedita iniziata a quindici anni e conclusa alla veneranda età di diciassette con uno splendido cappotto.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)







BOZZETTO NON ACCETTATO REALIZZATO DA DINO ROFI













LE CADUTE DEI FANTINI





NUMERO UNICO


MASGALANI