17 settembre 1972
ISTRICE

Palio straordinario

DEDICATO AL 5° CENTENARIO DEL MONTE DEI PASCHI


L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine

Quartetta PANTERA Valente
Pelé CIVETTA Frasca
Gavottina LEOCORNO Parti e vai
Mirabella ISTRICE Aceto
Manon LUPA Tristezza
Pitagora TORRE Canapetta
Panezio BRUCO Canapino II
Pindaro AQUILA Bazza
Musella SELVA Giove
Speranza OCA Aramis

MOSSIERE: Gioacchino Calabrò


    



CAPITANO: Fausto Lurini
PRIORE: Guido Jappini
MANGINI: Antonio Sanò - Marcello Barbi
BARBARESCO: Vasco Passaponti

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1961
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1972




Per onorare il Monte dei Paschi di Siena si corre il sedicesimo Palio straordinario del secolo. Per la prima volta nella storia non si disputa nemmeno una prova, causa il maltempo. Il nuovo Mossiere, l'ex fantino Gioacchino Calabrò detto "Rubacuori", ha quindi un compito molto arduo. La favorita assoluta del Palio è l'Istrice, con Aceto su Mirabella, unico cavallo presente ad avere già vinto in precedenza, infatti Orbello è stato escluso per manifesta superiorità. Il compito di Rubacuori si fa subito arduo, infatti Istrice e Lupa capitano vicini, con Tristezza determinato ad ostacolare Aceto in ogni modo. Fuori dai canapi c'è un fitto dialogo fra Aramis e Giove, il quale, alla sua trentacinquesima presenza, cerca la prima vittoria con l'appoggio della sua contrada. Quando Aramis si decide ad entrare c'è notevole confusione nei posti verso lo steccato, mentre hanno grande spazio Bruco, Aquila e Selva che partono prime insieme alla Torre ed alla Civetta. L'Istrice subisce l'ostacolo della Lupa, con Tristezza che rinserra Aceto verso lo steccato, la favorita è nettamente attardata. Al primo San Martino la Torre è in testa ed anche grazie alle cadute di Bruco ed Oca incrementa il suo vantaggio, al Casato cade anche la Pantera. Canapetta è nettamente primo, dietro la Torre c'è Aceto che seppur staccatissimo ha guadagnato il secondo posto superando l'Aquila. Ma al secondo San Martino, come al solito, Pitagora rifiuta di curvare mandando Canapetta sul tufo. Per Aceto è un gioco da ragazzi passare in testa, l'unica insidia la porta Lazzaro al terzo San Martino ma, per la troppa foga, il fantino della Selva cade perdendo la sua ultima occasione per vincere il Palio.
  
L'Istrice torna a vincere dopo undici anni, Aceto e Mirabella fanno cappotto e per il fantino sardo c'è la definitiva consacrazione dopo un anno da assoluto protagonista. La vittoria istriciaiola ha pesanti strascichi, infatti la Lupa rompe l'alleanza con l'Oca che ha "prestato" il proprio fantino alla Contrada di Camollia.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)
MASGALANI
















LE CADUTE DEI FANTINI








NUMERO UNICO





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