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2 luglio 2019
GIRAFFA


2° CAPPOTTO REALIZZATO DA TITTIA

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine



Renalzos AQUILA Brigante
Violenta da Clodia CHIOCCIOLA Scompiglio
Sorighittu PANTERA Trecciolino
Rocco Nice TORRE Turbine
Tabacco ONDA Amsicora
Tale e Quale GIRAFFA Tittia
Remistirio SELVA Tempesta
Solu Tue Due BRUCO Brio
Remorex DRAGO Ares
Porto Alabe CIVETTA Carburo

MOSSIERE: Bartolo Ambrosione






CAPITANO: Stefano Casini
PRIORE: Bernardo Lombardini
VICARIO: Paolo Bazzani
BARBARESCO: Marco Avignone

La Contrada non vinceva dal 2 luglio 2017
Il fantino non vinceva dal 17 agosto 2015









LA CONTRADA DELLA GIRAFFA VINCE IL PALIO DEL 2 LUGLIO 2019


Due luglio 2019, in un attimo il sogno si è trasformato in realtà: la vittoria voluta e combattuta è arrivata per la Contrada della Giraffa che, al termine di un Palio dall’esito incerto, è esplosa di gioia, tingendo la Piazza del Campo di rosso e bianco. Un trionfo frutto dell’abilità del fantino Giovanni Atzeni detto Tittia, al suo sesto trionfo, e delle capacità del cavallo Tale e Quale, castrone baio di 7 anni vittorioso per la prima volta al secondo Palio, autentico protagonista di una galoppata che l’ha incoronato re della Piazza. E i contradaioli di via delle Vergini l’hanno omaggiato con abbracci e baci carichi di passione, scoccati da visi bagnati da lacrime di gioia.
Un epilogo, niente affatto scontato, giunto al termine di una corsa che si è risolta negli ultimi metri. Ancora una volta il Palio ha saputo stupire ed emozionare in un susseguirsi di momenti carichi di pathos, fin da quando i dieci barberi sono usciti dal Cortile del Podestà. Le Contrade, agli ordini del mossiere Bartolo Ambrosione, si sono così disposte all’interno dei due canapi: Aquila, Chiocciola, Pantera, Torre, Onda, Giraffa, Selva, Bruco, Drago e Civetta di rincorsa. A prendere la prima posizione è stata la Chiocciola dopo un testa a testa con la Giraffa immediatamente dopo l’abbassamento del canape. E in quest’ordine le due contrade hanno affrontato la prima curva di San Martino e via via i tre giri. La Chiocciola ha guidato la corsa tallonata dalla Giraffa fino all’ultimo Casato. E’ all’uscita dalla curva che Tittia e Tale e Quale hanno sferrato l’attacco vincente: mentre il bandierino che sancisce l’arrivo si avvicinava sempre più, l’accoppiata rossa e bianca è riuscita a prendere la testa e per una manciata di centimetri, mettere il capo del cavallo davanti e vincere il Palio. Un finale che ha lasciato senza fiato i tantissimi spettatori e contradaioli in uno spettacolo avvincente come non mai. Merito di un fantino e di un cavallo che hanno lottato fino alla fine. Quel cavallo che è diventato eroe e al tempo stesso compagno di vita dei senesi, così come perfettamente raccontato nel drappellone dipinto dall’artista senese Massimo Stecchi, andato in premio al popolo vittorioso. Per la Giraffa si tratta del 36esimo Palio vinto.
Ed è proprio nella basilica che conserva l’immagine della Madonna di Provenzano, alla quale è dedicata la Carriera di luglio, e che si trova nel territorio della contrada vittoriosa, che il popolo della Giraffa, due anni dopo l’ultimo successo, ha portato in trionfo il Drappellone in un rito di gioia e rinnovamento immutabile nel tempo. Il Palio d’altronde racchiude in sé l’anima della città in quel misto di divisione e unità, sacro e profano, volontà di primeggiare e capacità di autogovernarsi che rendono Siena unica al mondo per la capacità di un’intera comunità di difendere i valori della tradizione.




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LE CADUTE DEI FANTINI




















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