16 agosto 1902
TARTUCA



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

G. di G.Mucciarelli LEOCORNO Massimino I
G. di U.Fregoli GIRAFFA Pallino
M. di G.Tordini CIVETTA Zaraballe
B. di A.Gracci TARTUCA Scansino II
M. di L.Franci PANTERA Testina *
B. di T.Nardi SELVA Tabarre
B. di P.Neri LUPA Picino
S. di N.Turillazzi DRAGO Mascherino II
G. di A.Berni TORRE Popo
B. di A.Cambrini BRUCO Chiccone

MOSSIERE: Leonildo Fabbrini


       



CAPITANO: Scipione Bartalini
PRIORE: Ciro Baldacci

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1898
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1901




Palio incertissimo sin dalla vigilia per la presenza di un lotto di cavalli molto livellato. Solo Civetta, Tartuca e Torre non cambiano mai il fantino, nelle altre Contrade c'è notevole movimento. Testina passa dalla Selva alla Pantera che cede Pallino alla Giraffa; Chiccone sostituisce Nello Magnelli nel Bruco. La mossa è quasi perfetta, partono in testa Civetta e Leocorno che iniziano subito a nerbarsi; seguono Lupa, Torre e Tartuca. Anche Picino e Popo si ostacolano a nerbate e cavallate. Il Bruco, con uno dei migliori barberi, cade dopo pochi metri. A San Martino girano prime Civetta e Leocorno, la Tartuca passa terza, approfittando delle nerbate fra Torre e Lupa. Al primo Casato Civetta e Leocorno si urtano Massimino ha la peggio e finisce sul tufo. Scansino è lesto ad approfittarne e porta la Tartuca nettamente in testa. Nel frattempo continua la furiosa battaglia a nerbate fra Torre e Lupa, poco più dietro accade lo stesso fra Pantera e Civetta, con Testina che nerba impietosamente Zaraballe. Il battistrada non ha più difficoltà e porta alla vittoria il baio di Antonio Gracci, dietro Torre e Lupa che continuano a nerbarsi furiosamente. I tartuchini festeggiano portando a giro il cencio appena vinto e quello conquistato cento anni prima da Tommaso Felloni detto "Biggéri". Continuano le polemiche sul decoro del Corteo Storico: Carlo Alberto Cambi Gado, rappresentante del Magistrato delle Contrade, invia una severa lettera di critiche alla stampa locale.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)