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2 luglio 1688
venerdì
ISTRICE





- prima di iniziare la lettura, si consiglia di leggere l'introduzione -



Dopo tre anni si torna a correre il 2 di luglio1 e, con l'ausilio di un sonetto doppio stampato nel 1688, veniamo a conoscenza dell'"Istrice festeggiante per la vittoria del Palio"2.
Le quartine svelano che fu il "Monco domator" colui che portò la Contrada al successo, mentre nella seconda parte del sonetto, attraverso la "narrativa delle Contrade che corsero", sappiamo che furono presenti: Val di Montone, Oca, Onda, Bruco, Chiocciola, Giraffa, Pantera, Torre, Lupa, Selva, Tartuca e Nicchio.
L'adesione del Nicchio3 e dell'Oca4 è comprovata dalle delibere delle rispettive Contrade, entrambe del 24 giugno e la vittoria dell'Istrice, la sua prima con i cavalli secondo il Macchi5, è fra quelle riconosciute dal Comune.
Sul fantino vittorioso merita aprire una piccola parentesi. Il sonetto è esplicito e indica Monco, mentre per il contemporaneo Macchi fu tal Berniccino da Prata, storpiandone un po' il cognome che sarebbe stato Bernacci.
La conferma che all'epoca esisteva a Prata più di una famiglia con questo cognome, si trova in un processo del settembre 1660 che vide implicato il suddiacono Jacomo Bernacci reo di furto6.
Anche se ciò non prova nulla, non si può escludere, anzi è probabile, che Monco e il Bernacci siano state la stessa persona.


NOTE:
[1] ASS, Biccherna 895, 30 agosto 1688, c. 12v 
[2] BCS, Stamperia del Pubblico 1688, fogli sciolti 46914
[3] ACNi, Ricordi e Deliberazioni della Nobile Contrada del Nicchio 1682-1706, c. 42
[4] ACOc, Deliberazioni 1667-1745, libro C, c. 80v 
[5] BCS, A.XI.22, Girolamo Macchi, Diario, ms, c. 84
[6] AAS, Cause Criminali 553, n.21 


ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE












RIEPILOGO
VITTORIE
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