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14 luglio 1644
giovedì
OCA





- prima di iniziare la lettura, si consiglia di leggere l'introduzione -


Secondo e ultimo Palio corso il 14 luglio; infatti come suggerisce la Balia, volle "essersi lassato intendere [da] il Serenissimo Sig. Principe, come per il quattordici dello stante giorno natale del Serenissimo Gran Duca, Sua Altezza vuol proporre un Palio da corrersi dalle Contrade con i cavalli in piazza"1.
Dopo un iniziale diniego a partecipare, l'Oca, su pressione delle autorità, fu di fatto obbligata a prendere parte a questo Palio insieme ad altre sei Contrade.
Fu comunque una scelta azzeccata, infatti "...mandossi ogniuno il cavallo alla mossa, dove che arrivati et acomodati al suono della tronba partirno a buona mossa, dal principio al mezzo e al fine con il divino aiuto e della madre seraffica nostra S.Catterina si mantene il nostro cavallo avanti a tutti e reportatone il desiato pallio con allegrezza e contento oltre all'abitanti di nostra Contrada et anco alla maggior parte dei circostanti...”2.
Vinto il Palio, gli ocaioli presero la strada “verso la fonte di piazza girando la d.ta piazza con bandiera spiecata et a preghiera della Contrada del Onda e suoi officiali fummo introdotti nel loro oratorio dove da quelli e da nostri s’intonò “Tedeum laudeamus” in rendimento di grazie al qual finito e sendo che l’istesso fecessino li officiali della Contrada della Lupa se n’andò il nostro Alfiere3 con quelli”4.
La veridicità di questo resoconto trova un indiretto riscontro fra le righe di una causa per delazione impropria di spada avvenuta la sera stessa del Palio5, dove viene confermata la sosta dell’Oca nel territorio dell’Onda e la partecipazione della Lupa al corteo che si svolse per le vie della città.
Al fantino vennero offerte 42 lire, 18 in meno di quanto percepì il Sig. Ottorino di Grosseto, proprietario del cavallo.
Fra le più importanti voci di spesa vi furono anche: 6 lire per il vestito del fantino; 1 lira e 10 soldi per il pennacchio del fantino e nastro; 2 lire, 13 soldi e 4 denari per la sferza e stivaletti, sempre per il fantino e 16 soldi e 8 denari per il pennacchio del tamburino.
Nonostante tutti questi dettagli, non viene fatta la benché minima menzione del nome del fantino in questione e pertanto resta ignota la fonte dalla quale è stato tratto il fantasioso nome di Destrampo.
Questa la prima vittoria dell'Oca, che le venne accreditata soltanto nel 1894 attraverso una Delibera Comunale del 10 ottobre6, a seguito della ricca e ben dettagliata relazione presentata dal notaio Alfredo Ricci.
Una piccola curiosità è annotata nella delibera redatta dal Collegio di Balia, in data 12 luglio 1644, dove era messo in evidenza il contrasto che era sorto fra i "Deputati sopra il Palio della Madonna d'Agosto discordi fra loro nel mercante che deve fabbricare il detto Palio, concorrendo uno a favore di un mercante, e l'altro a favore di un altro"7
A tal riguardo, non è specificato se si riferivano a un Palio alla lunga o, come si è propensia credere, a una bufalata. Bisogna infatti tenere presente che fino al 1650 coesistettero sia i Palii con i cavalli che le bufalate.


NOTE:
[1] ASS, Balia 198, c. 130v
[2] ACOc, Deliberazioni 1601-1645, libro A, c. 386
[3] L’Alfiere rispondeva al nome di Pietro Fattioni
[4] ACOc, Deliberazioni 1601-1645, libro A, c. 386
[5] AAS, Processi imperfetti 4888, c.s.n.
[6] ACS, Postunitario IV, n. 30, delibera n.684 del 10 ottobre 1894
[7] ASS, Balia 198, c. 131


ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE












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