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- IL REGOLAMENTO UFFICIALE DEL PALIO DI SIENA -

BREVE STORIA DEL REGOLAMENTO

Regole non scritte, ma tramandate dalla consuetudine, per effettuare le carriere disputate dalle Contrade con i cavalli in Piazza del Campo esistevano fin dalle origini del Palio di Provenzano (1659) e venivano emanate tramite Deliberazioni della Biccherna, ma come è noto il Comune di Siena conserva gli atti relativi alle carriere, e quindi anche le regole, solo a partire dalla corsa del 2 luglio 1692. E’ proprio in questo “processo verbale” che si trova la prima traccia scritta delle norme ufficiali che regolavano il Palio; si articolavano in soli cinque punti.

Negli anni successivi queste norme, divenute parte integrante del Bando emanato in occasione di ciascun Palio, ivi compreso quello d’agosto nato nel 1701 per volontà dell’Oca, furono denominate Capitoli e crebbero nel numero fino ad un massimo di dieci punti.

Nel 1721 la Balia riformò profondamente il Palio emanando, a firma della Gran Principessa di Toscana Violante Beatrice di Baviera, Governatrice di Siena, un Bando in 16 Capitoli (o articoli) che regolavano in qualche modo la Festa. Il più importante di essi stabiliva che le Contrade partecipanti ad ogni singola carriera non potevano essere più di dieci, norma tuttora invariata.

Per tutto il resto bisogna invece considerare che il Palio ha avuto sempre una sua propria dinamica, cioè un cambiamento continuo dovuto a diversi fattori, quali il suo adeguamento ai tempi, il contesto sociale in cui si è svolto e le esperienze maturate. Nel corso del Settecento piccoli e grandi eventi indussero così, più nella pratica che nelle norme, diverse innovazioni nel Palio, ma fu solo nel 1796 che una Notificazione a stampa della Comunità civica (nata dieci anni prima per volontà di Pietro Leopoldo di Lorena) recepì i cambiamenti intervenuti, aggiornando così in forma scritta il Bando del 1721.

Anche nel corso della prima metà del secolo successivo vennero emanate e divulgate tramite Manifesti nuove Notificazioni che aggiornavano di volta in volta le norme, assumendo anche il nome di Regolamento, fino a giungere al 1841 quando ne venne pubblicato uno completamente nuovo formato da 23 articoli, che però non introdusse sostanziali variazioni nelle regole della corsa.

E’ invece poco dopo, nel 1852 , che il nuovo Regolamento di Polizia Municipale (23 articoli) emanato dal Prefetto e il Regolamento per il Palio (12 articoli) emanato dal Gonfaloniere stabiliscono, rispettivamente dal lato della pubblica sicurezza e da quello dell’organizzazione della Festa, norme più ampie per il Palio che resteranno in vigore per lungo tempo nel nuovo Regno d’Italia.

Altri importanti cambiamenti intervengono durante la seconda metà dell’Ottocento, sia per ciò che riguarda le Contrade (per esempio i colori dei giubbetti), sia per ciò che attiene più specificatamente i fantini e la corsa (per esempio la mossa) e infine e soprattutto per quanto attiene alla manifestazione nel suo insieme (il corteo storico). Nel 1906 la Giunta Municipale, dopo una prolungata e approfondita analisi delle variazioni intervenute, riunisce i due Regolamenti in vigore e per la prima volta dà alle stampe un opuscolo, contenente gli 83 articoli suddivisi in 5 Capitoli, intitolato Regolamento per l’esecuzione delle tradizionali corse del Palio nella Piazza del Campo (oggi Piazza Vittorio Emanuele).

Il lungo periodo che comprende i due conflitti mondiali non è scevro di una serie di innovazioni che interessano il Palio, ora più che mai in continua evoluzione. Le variazioni al Regolamento del 1906, che riguardano molti aspetti, vengono apportate generalmente a mezzo di Deliberazioni della Giunta Municipale, fino a quando, nel 1947, non si constata la necessità di rivedere completamente le norme tramite una commissione composta da tre rappresentanti del Comune e tre del Magistrato delle Contrade. Il risultato di questo lavoro, pubblicato a parte sotto forma di relazione in un apposito opuscolo, produce il nuovo Regolamento per il Palio approvato nel 1949 contenente una serie di appendici che comparano le nuove norme con quelle del 1906 e le novità degli emblemi delle Contrade e lo schema del corteo storico.

Da allora in poi, nel corso di mezzo secolo, sono state effettuate numerose revisioni del Regolamento, alcune delle quali hanno prodotto modifiche molto significative, basti pensare alla responsabilità oggettiva delle Contrade, alla cosiddetta “giustizia paliesca”, oppure alla salvaguardia e all’addestramento dei cavalli da Palio, fino a giungere ad una composizione di oltre cento articoli.

Ci troviamo quindi di fronte anche a numerose ristampe che hanno tenuto conto di volta in volta dei risultati del lavoro delle commissioni appositamente istituite e di alcune delibere interpretative approvate dal Consiglio Comunale. L’ultima ristampa (2003), che includeva le importanti modifiche approvate nella revisione del 1999, fu corredata di un compact-disc interattivo e nel 2006 fu edita anche come librettino di formato tascabile.

La Commissione di studio per la recente revisione è stata istituita il 21 dicembre 2018 ed era formata, oltre che dal Sindaco Luigi De Mossi, dai consiglieri comunali Maurizio Forzoni, Carlo Manganelli, Luca Micheli e Pierluigi Piccini, dai Priori Claudio Rossi (Drago), Massimo Castagnini (Onda) e Marco Fattorini (Nicchio), dal segretario generale del Comune Michele Pinzuti e dal Presidente del Comitato Amici del Palio Emiliano Muzzi.

Le modifiche, dopo quelle del 1999 , sono state approvate dal Consiglio Comunale a seguito dei lavori della Commissione e dopo la sperimentazione preliminare di due articoli (il 37 e il 38) nel corso dell’anno (delibera n. 99 del 17.6.2019). Due altri articoli, il 92 ed il 99, hanno avuto bisogno di due Norme interpretative (v. ancora delibera n. 99) e due articoli ancora (il 100 e di nuovo il 92), per trovare la loro definitiva versione, hanno avuto bisogno di due delibere aggiuntive in sede di approvazione definitiva (delibera n. 224 del 28.11.2019).
Le modifiche apportate, che si aggiungono a tutte quelle precedenti, sono molte e davvero importanti, tanto che, rispetto a quello del 1949, si potrebbe parlare di un nuovo Regolamento per il Palio.

G. B. Barbarulli (tartuca.it)



LE ULTIME MODIFICHE AL REGOLAMENTO DI GIUGNO 2019