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- IL DIARIO SANESE DI ANTONIO FRANCESCO BANDINI -
“Notizie sulle Contrade e sul Palio (1785 – 1838)”
Trascrizione a cura di G. B. Barbarulli, Contrada della Tartuca, 2009




Agosto 1823
- ISTRICE -






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25 luglio, S. Jacopo Apostolo. Affisso alle Contrade per l’Estrazione del Palio alla tonda dell’agosto prossimo.
L’Affisso Comunitativo concerne l’avviso che si dà alle Contrade di questa Città che S. A. I., e R. si è degnata accordare la Ricorsa del Palio alla tonda con suo Rescritto del 21., ed’il ventinove tutto viè tempo per presentare il solito biglietto dalle Contrade per essere ascritte alla tratta da farsi il d.o 29 benché 7 corrino d’obbligo il Palio di Talleri quaranta. Sarà corso il 16, se S. A. I. e R. predetta non ordinarsi farsi correre il 17 agosto, e con quel più in esso Affisso.

30 luglio. Estrazione delle Contrade per la Ricorsa d’agosto.
In questa mattina nelle Stanze della Comunità presenti i Priori, e Capitani delle diciassette Contrade è stata fatta l’estrazione delle Contrade, e sono sortite Pantera= Giraffa=, Montone= quelle che corrono d’obbligo sono le seguenti Istrice= Tartuca= Bruco= Nicchio Civetta= Lupa, e Aquila.

14 agosto. Si sono dati i cavalli da mattina.
In questa mattina doppo le ore sei sono stati dati i cavalli per la Corsa alla tonda per il giorno diciassette che cade in Domenica, così ha voluto il secondo despota della Comunità Civica sanese. Magistrato in Duomo in gala, con l’offerta del Cero, mistero che si rappresenta. Il Magistrato Civico quello del Monte, le Cure, lo Spedale il p.mo si porta con la solita offerta … . Benedizione dei barberi, e prova in Piazza. Di poi Benedizione dei barberi che correranno domani alla lunga, terminata tal Funzione si passa nella Piazza del Campo per godere della prova dei cavalli alla tonda, e poi passeggio alla Lizza, Camollia.

17 agosto, S. Giovacchino. Carriera alla tonda. Comparse.
Seguono le Comparse. In quest’oggi nel Corso alla tonda è stato bello, essendo stato onorato dalla presenza delle LL. AA. II. e RR. in carrozze separate, che tre giri hanno fatto, a soli due cavalli, sono passati al Casino, e doppo breve tempo sono entrate sopra trenta bandiere le prime delle Contrade che correvano a due a due, le altre che non correvano, e poi tutte duplicate, Contrada per Contrada separatamente avendo dieci tamburi avanti alle med., in seguito la Banda, di poi il Carro con le trombette, e molte bandiere che sventolavano, e tutta questa Comparsa vestita alla Greca con scudi con Balzana dipinta, in seguito i cavalli condotti dai Barbareschi questi pure vestiti alla Greca, poscia i fantini vestiti in divise delle Contrade a cavallo alla disdossa [ossia a bisdosso, cioè a cavallo nudo o senza sella], che per sella avevano un manto rosso, Cavalleria. Carriera, con la vincita della Contrada dell’Istrice. Dato il segno, e condotti i cavalli alle mosse /siccome questi erano tutte carogne, e qualchera [leggi: qualcuno era] pratico sono stati al canape che avevano alzato al collo/ date queste scappò p.ma la Contrada del Nicchio con Serafino, Barbaresco del Sig. Gio.B.a del Ciaj, ma avendo un cavallo duro gli toccò a cadere sotto la bottega di Soldo, si rizzò e rimontò a cavallo, e girò, passò la Tartuca con Brandani Matteo, ma stiede poco, la Civetta con Piaggina andò al p.mo corso in S. Martino, di poi scappò l’Istrice con Luigi [Bandani, cancellato] Brandani d.o Cicciallegra [era detto Cicciolesso, da luglio tornato a correre in Piazza], che si vantaggiò assai, e vinse il Palio. Si batterono Tartuca con Bruco Bracali detto il Vecchio, e poi in seguito fecero la fila dell’oche cioè la Contrada dell’Aquila Giuseppe Brandani [Ghiozzo], Bruco d.o Vecchio, Lupa Lanini [detto Mugnaino], Pantera Vivarelli [Domenico Vivarelli al suo primo ed unico Palio], sono maremmani, Giraffa Chiarini d.o Niccoli, Montone Buonino, e siccome questo girava fino alla Cappella, e poi voleva andare al Teatro, in Comunità come fece alle p.me prove che massacrò molta gente, onde il Governo gli ordinò d’andare alla mossa, e poi smontare il fantino e fù da uno Sbirro posto nel mezzo di Piazza. Passeggiata alla Lizza. In seguito la gente, e le carrozze si portarono alla Lizza, e fù un bel colpo d’occhio, fù questa onorata dalli RR. Sovrano.