- I SONETTI OTTOCENTESCHI -

2 luglio 1890

Lieta circostanza
nella quale l'astuto cavalcante
Francesco Ceppatelli
di Volterra detto Tabarre
riportava alla Contrada del Drago
la ventesima vittoria
i componenti la medesima
in segno di esultanza offrivano
il seguente
Sonetto:



Spezzo, avarizia, che una mucchia d'oro
Con destra mano se la serra al petto,
Non di Francesco che onestÓ, decoro
Ben dimostr˛ per la Contrada affetto;

Di nerbo ei fu senza disdoro,
Gli altri ammir˛ qual fosse lor prefetto,
E cinto il crin di verdeggiante alloro,
Fu vincitor, non vinto, e non protetto.

Se uom per uom nel gran circo sfidai,
Se ostacol non mi fean competitori,
l'amor per la Contrada i' dimostrai;

Disse e repente sostenea suoi detti:
Non son quell'io per ambizion d'onori,
Che con oro cambiar si ponno affetti.