Cronaca del Palio del 4 settembre 1960




Il dodicesimo Palio straordinario del secolo è la conferma dello strapotere di Uberta e della classe cristallina di Ciancone.
La vigilia del Palio è molto discussa, pare infatti ci sia un patto fra i fantini più importanti per far vincere la Torre.
Ma già dalla tratta le cose cambiano, le quotazioni di Salicotto, con la vecchia Archetta, sono in netto ribasso, per di più Ciancone viene “motivato” dagli ocaioli per tirare a vincere.
La seconda prova salta per pioggia, vi sono molti movimenti, la Pantera corre solo la prima prova con Biba ed al Palio arriva il giovane Guanto, la Chiocciola cambia tre monte dando poi fiducia a Rompighiaccio, infine Rondone passa dalla Tartuca alla Giraffa per montare la favorita Salomè de Mores, presente fra i canapi insieme alle sorelle Uberta ed Elena.
La carriera non ha praticamente storia, la Civetta esce via dai canapi benissimo, la Torre subisce l’ostacolo dell’Onda e per Archetta il Palio è già finito.
Già a Fonte Gaia il vantaggio di Uberta è abissale, il “professore” di Manziana controlla abilmente gli avversari troppo lontani per insidiare la Civetta.
Ciancone arriva al terzo bandierino sorridente, secondo il Leocorno molto staccato, vittoria quanto mai netta e schiacciante.
I rapporti fra Civetta e Leocorno, già tesi da qualche tempo, si inaspriscono dopo questa carriera, ha così inizio la rivalità attuale.
Dopo-Palio molto movimentato per Rondone, malmenato dai giraffini resta per alcune ore rinchiuso in una cantina di un ristorante.

Testi tratti da "Daccelo!" di Roberto Filiani; foto dei drappelloni da "Pallium"