Cronache dei Palii del 1949


2 LUGLIO 1949


La tratta di questo palio si svolse senza particolari emozioni. Le tre prove, tante furono dato l'esiguo numero del soggetti presentati, vennero vinte da Anita, il cavallo del Barone Sergardi; Noce, del Generale Barbarulli, e Lirio, di proprietà della Soc. Ma.Co.Sca, che reciterà, nonostante non fosse considerato tra i favoriti, un ruolo di protagonista in questo Palio.
L'assegnazione ebbe questo svolgimento: 4) - Chiocciola - Lirio; 9) - Tartuca - Piero; 2) Selva - Salomè; 7) - Drago - Anita; 10) Nicchio - Stellino; 14) Torre - Marco Polo; 8) Montone - Popa; 1) Istrice - Fato; 13) Bruco Mistero; 15) - Oca - Noce.
I favoriti dalla sorte, come si può rilevare dal rendimento avuto dai cavalli nei precedenti Palii, furono Oca e Tartuca, mentre un nuovo astro si affacciava alla ribalta della Piazza: la cavallina Popa del signor Alfredo Pianigiani che era stata assegnata in sorti proprio alla Conirada del proprietario.
La prima prova, svoltasi di fronte a 20.000 spettatori, registrò una splendida partenza dell'Oca, che vinse agevolmente la corsa seguita dall'Istrice e dalla Chiocciola. A San Martino, al secondo giro, cadde il Montone, trascinandosi dietro i fantini della Torre e della Tartuca.
Alla seconda prova, presero parte solamente 8 Contrade: erano assenti infatti i cavalli della Tartuca e della Selva che erano rimasti contusi nel corso della prima prova. Al calar dei canapi scappò per primo il Bruco, ma l'attenzione dei presenti si concentrò verso un incidente che accadde al fantino dell'Oca; questi, dopo pochi metri, cadde trascinandosi dietro il cavallo. Mentre si accavallavano ipotesi sull'accaduto, la prova continuò pur senza soverchio interesse e venne vinta dalla Torre. La versione più credibile dl questo Incidente è da ritenere quella che sosteneva il fatto che, subito dopo la mossa, il fantino dell'Istrice avrebbe cercato di stringere agli sprangati il fantino dell'Oca; quest'ultimo, nel tentativo di frenare il proprio cavallo, avrebbe provocato la caduta del medesimo. Nel frattempo sopraggiunse la Chiocciola che, involontariamente, colpì con una zampata il muso del povero Noce. Il cavallo rimase a terra stordito e, dopo le cure del caso, portategli dal Dott. Sampoli e dal proprietario, Generale Barbarulli, venne ricondotto mestamente In Fontebranda.
Alla terza prova presero parte solo sei cavalli: erano assenti quelli della Tartuca, della Selva, dell'Istrice e dell'Oca. Subito dopo la mossa partì primo il Montone e rimase in testa fino al terzo giro a San Martino, dove cadde il fantino. Nel frattempo la Chiocciola, che si era fatta sotto, passò prima e vinse la prova seguita nell'ordine dal Nicchio e dalla Torre. La quarta prova non fornì numerose emozioni; l'unico fatto che animò la competizione, fu la caduta della Torre alla prima mossa. Ciò provocò la ripetizione della stessa, ed il Bruco, scattato ancora in testa, si aggiudicò la corsa. La sera della Prova Generale, una grande folla si riversò nel Campo. Purtroppo la corsa fu rattristata da un grave episodio; infatti Stellino, il cavallo dei fratelli Fagnani, giunto al Casato urtò con una zampa i palchi procurandosi una frattura. Data la gravità della ferita, il cavallo dovette essere abbattuto tra la commozione di tutta la piazza e principalmente dei Nicchiaioli che si vedevano così esclusi dalla lotta per la vittoria. La prova tu vinta dalla matricola della piazza, e cioè Eletto Alessandri detto Bazza, che correva il suo primo Palio. La provaccia fu vinta dal Drago.
La sera del Palio le Contrade si schierarono tra i canapi nel seguente ordine: Torre - Marco Polo - Pietrino (Pietro de Angelis); Montone - Popa - Bubbolino (Dino Pieraccini); Chiocciola - Lirio - Bazza (Eletto Alessandri); Bruco Mistero - Amaranto (Amaranto Urbani); Istrice - Fato - Biondino (Alfio Tacconi); Drago - Anita - Ciaba (Mario Luschi); Tartuca - Piero - Ciancone (Beppe Gentili); Selva - Salomè - Il Terribile (Ivan Magnani); Oca - Noce - Trecciolo (Primo Arzilli).
L'emozione del momento venne resa ancora più spasmodica per il ritardo che continuava ad avere la mossa. Finalmente i canapi calarono e la Selva scattò in testa raggiunta ben presto dalla Chiocciola. A San Martino girò prima la Contrada di via San Marco che prese decisamente il comando. Al primo giro, al Casato, cadde l'Oca, mentre al secondo cadde anche Il Montone. Al terzo giro a San Martino caddero anche la Selva, la Tartuca ed il Bruco, quest'ultimo particolarmente sfortunato, si era infatti portato decisamente in seconda posizione minacciando da vicino la Chiocciola. Eletto Alessandri detto Bazza ed il cavallo Lino della Soc. Ma.Co.Sca, portarono il rione di San Marco alla 46ª vittoria. Il Capitano vincitore fu Enrico Civai.

16 AGOSTO 1949


La tratta di questo Palio venne rinviata alle ore 14,30 a causa di un insistente pioggia che aveva ridotto ad un pantano la pista della Piazza. Le batterie di selezione vennero vinte da Anita, Piero e Salomè, mentre vennero scartati Mughetta. Loano, Lubetto, Niduzza. Libeccio e Lola. La sorte assegnò i cavalli nel seguente ordine:
1) Leocorno - Marco Polo; 2) Selva - Fato; 4) Tartuca - Eraldo II; 5) Istrice - Anita; 6) Chiocciola - Noce; 8) Nicchio - Salomè; 9) Oca - Bianchinetta; 10) Pantera - Piero; 12) Torre - Mistero; 15) Civetta - Popa.
La prima prova fu piuttosto movimentata, specialmente alla partenza, dove accorsero ben 2 mosse. Appena calò il canape partì prima la Torre, ma alla curva del Casato, il Leocorno riuscì a entrare dall'interno andando così a vincere la prova, seguito dell'Istrice e dall'Oca.
La seconda. la terza e la quarta prova venne ro vinte dalla Civetta che provò sempre il cavallo, rivaleggiando ora con una, ora con un'altra Contrada e superando sempre le antagoniste. La Prova Generale, a cui assistette non meno di 30.000 persone, fu molto bella per l'impegno profuso da tutte le Contrade. Dopo una serrata lotta fra Torre e Civetta, la Contrada del Castellare prese decisamente il largo, vincendo nettamente davanti al Nicchio ed all'Oca. La provaccia fu vinta ancora dalla Civetta.
La sera del Palio, 60.000 persone si assiepavano nella Piazza. Dopo la consueta Passeggiata Storica, le Contrade uscirono dall'Entrone allineandosi tra i canapl nel seguente ordine:
Leocorno - Marco Polo - Zanna (Giovanni Pierotti); Istrice - Anita - Pietrino (Pietro de Angelis); Oca - Bianchinetta - Ciancone (Beppe Gentili); Tartuca - Eraldo II - Tripolino (Tripoli Torrini); Torre Mistero - Amaranto (Amaranto Urbani); Pantera - Piero - Ranco (Albano Nucciotti); Chiocciola - Noce - Bazza (Eletto Alessandri); Selva - Fato - Il Terribile (Ivan Magnani); Civetta - Popa - Trecciolo (Primo Arzilli); Nicchio - Salomè - Tirone (Sergio Maggi).
Il Mossiere, poichè i cavalli erano nervosissimi, dovette dare due mosse, Quando finalmente i canapi caddero, scattò in testa l'Oca che prese il comando, ma a San Martino venne raggiunta e superata dal Leocorno. Anche questa Contrada rimase in testa, però ben poco; infatti la Torre, che incalzava da vicino riuscì a raggiungerla ed a superarla alla curva del Casato. La Civetta intanto si manteneva in quarta posizione dando l'impressione di disinteressarsi di ciò che stava accadendo nelle prime posizioni. Anche la Pantera si manteneva dietro le quinte, ma si notava benissimo che il cavallo era menomato e che non poteva rendere normalmente. Intanto la Civetta guadagnava posizioni su posizioni, portandosi, al secondo giro al Casato, in prima posizione. La Contrada del Castellare rimase in testa sino al terzo giro e si aggiudicò questo Palio davanti alla Torre e alla Pantera. Il fantino vincitore fu Primo Arzilli detto Trecciolo o Biondo che, insieme alla cavalla Popa del sig. Alfredo Pianigiani, portò la Civetta alla 32ª vittoria. Il Capitano vincitore fu l'ing. Vittorio Brini.

Testi tratti da "Il Mangia" n°34 del 17 settembre 1972, ricerche e scritti del sig. Mauro Marzucchi, foto dei drappelloni da "Pallium"