Cronache dei Palii del 1904


17 APRILE 1904


Ieri alle ore 15 la nostra piazza V.E. era già gremita di pubblico come mai si aveva ricordanza di aver veduto. Si giudica che vi fossero circa 30 mila persone.
Alle ore 15,30 la pista era già sgombrata e quando, poco dopo, S. M. comparve sul balcone degli Uniti, si levò dalla folla un grido entusiastico di Viva il Re.
Da ogni dove, dalla piazza, dai palchi, dalle ringhiere, dalle finestre, dai tetti e dalla torre del Mangia non si vedeva che sventolare di fazzoletti. Fu un momento di indescrivibile universale entusiasmo. S.M. non faceva che sorridere, salutare militarmente portando la mano al berretto ed inchinare la testa. Una decina di musiche che erano state disposte nel mezzo della piazza suonavano la marcia reale, mentre il campanone della torre del Mangia squillava a festa.
Ristabilita un po' la calma, cominciò lo sfilamento del corteo ed un nuovo caloroso applauso salutò la comparsa della contrada dell'Oca, dai colori nazionali, e che era stata estratta per prima.
La comparsa dell'Oca indossava per la prima volta i nuovi costumi che sono riusciti splendidi ed erano ammirati da tutti.
Ancora la Civetta indossava i nuovi costumi, elegantissimi per quanto siano stati fatti eseguire in brevissimo tempo dal Commissario sig. dott. Corrado Spediacci.
Ottimamente riuscite sono pure le altre nuove monture delle contrade della Giraffa, della Lupa e del Leocorno da tutti ammirate.
Ogni qualvolta sotto la loggia del Casino degli Uniti una contrada faceva il caratteristico saluto con l'alzata della bandiera, S. M. rispondeva salutando militarmente.
Il noto alfiere Forni, della contrada dell'Aquila, riscosse molti applausi dal pubblico per il famoso salto del fiocco che egli eseguisce sempre con vera maestria.
Ancora un alfiere della contrada della Torre ha imparato questo difficilissimo giuoco con la bandiera.
Il corteo si svolse fino alla fine con la più perfetta regolarità per merito principale dei signori Piccolomini Francesco, Nomi Leopoldo, Brogi Riccardo e Bernini Giuseppe Luigi; membri della commissione ordinatrice, con la efficace cooperazione degli agenti municipali e mediante un nuovo sistema di segnalazione ieri per la prima volta adottato.
Appena terminato lo sfilamento del corteo, un nuovo, Interminabile grido di Viva il Re si partì dalla folla e le musiche intuonavano ancora una volta la marcia reale.
L'autorità municipale, come già dicemmo, preoeccupandosi di un eccessivo prolungamento dello spettacolo, aveva opportunamente ordinato che non venisse più aperto lo sbocco di S.Martino a quella gran fiumana di gente che, avendo fatti tardi, vi si agglomera durante lo sfilamento del corteo. Ma S.M. essendosi accorto di quel forte assembramento che si agitava dietro la linea dei carabinieri, manifestò al sindaco Lisini il desiderio che si facesse partecipare alla corsa ancora tutta quella gente, non importandogli che si facesse un poco più tardi.
Il desiderio del Re, naturalmente, fu un ordine e subito venne aperto lo sbocco di S.Martino, come si usa fare ad ogni palio.
Alle 16,50 precise il bravo sig. Leonildo Fabbrini dette una di quelle belle mosse alle quali ci ha ormai abituato e che soddisfano ognuno.
Come in un sol gruppo partirono i cavalli del Leocorno, dell'Oca, dell'Istrice, della Pantera e della Lupa, ma il Leocorno riuscì subito ad avvantaggiarsi mettendo qualche metro di distanza fra se e gli altri.
Alla voltata di S.Martino l'Oca che aveva alla ridossa la Pantera, cadde e sopra di lei cadde pure la Lupa.
Alla seconda girata il Leocorno aveva messo una bella distanza fra sè e le contrade dell'Onda e dell'Istrice che erano le più vicine a lui, ed ormai tutti ritennero la sua vittoria incontrastata, come difatti fu.
Alla terza girata, presso il Casato, il fantino della Pantera scese o cadde da cavallo e subito si allontanò dalla piazza per la via del Casato.
Tutte le contrade spiegarono le bandiere per festeggiare la vittoria del Leocorno e tutte insieme si recarono sotto il balcone del Re per rendergli solenne onoranza.
La dimostrazione continuò fino al momento, in cui il Re, salutando più volte si ritirò dal balcone.

3 LUGLIO 1904


Verso mezzogiorno il cielo si coprì di qualche nube minacciosa che però ben presto si dlleguò; facendo ai tempo stesso dileguare ogni timore per la buona riuscita del Palio.
Le contrade incominciarono verso le 17 a recarsi alla spicciolata nel grande cortile del palazzo della Provincia, ove si riunirono per formare il corteo storico che cominciò a sfilare in piazza alle 18,40, al suono del campanone della Torre.
La nuova Banda diretta dall'ottimo maestro Mario Mascagni, eseguì nel centro della piazza un variato e interessante programma musicale.

Mario Mascagni da Cirano del 28 settembre 1905

Lo sfilamento del corteo si svolse nei miglior modo; fra l'ammirazione di un'immensa folla che gremiva il centro della piazza, i palchi, le finestre, i balconi e qualche tetto dei palazzi che la circondano; Ammirate ad applaudite le comparse dell'Onda e dell'Istrice che vestivano i nuovi, ricchissimi costumi. Anche l'Oca e tutte le altre ebbero applausi. All'alfiere del Bruco si ruppe l'asta della bandiera, ciò che provocò un po' d'ilarità. Speciali battimano furono prodigati dal pubblico all'alfiere dell'Aquila, quando, giuocando colla bandiera, fece con grande abilità il celebre salto del fiocco.
La corsa si effettuò verso le 19,20 e riuscì uno spettacolo dei più interessanti. Alcuni vecchi, appassionati alle antiche tradizioni senesi, affermavano che non è dato tanto spesso assistere ad una gara brillante come quella di ieri.
La mossa, data con molta maestria dal sig. Amerigo Pellegrini, provocò un generale scoppio d'applausi per parte del pubblico per la compattezza onde i corridori si slanciarono dal canape.
Subito al primo giro, presso la voltata di S.Martino, la Pantera si delineò prima; ma, poco dopo, per un inciampone del cavallo, perdette terreno e fu sorpassata dalla Tartuca e dall'Onda. Verso la fine del secondo giro però, la Pantera riuscì a guadagnar spazio sorpassando alla sua volta l'Onda che rimase e si mantenne terza.
Cominciò allora la gara accanita, indescrivibile fra la Tartuca e la Pantera seguite dagli applausi dell'enorme folla che pareva in delirio. Alla fine dell'ultima girata, proprio al bandierino della vincita, con uno sforzo supremo, il cavallo della Pantera riuscì a superare, di appena mezza testa, il cavallo della Tartuca. Gli applausi degli spettatori si fecero a questo punto frenetici, sebbene moltissimi non sapessero chi fosse il vero vincitore.
Anche tutte le altre contrade, per quanto senza speranza di vittoria, presero viva parte alla gara ed i vari fantini ci fecero assistere ad una bellissima lotta al nerbo, interessante per chi la vedeva, ma non altrettanto piacevole per chi la sentiva.
Così, salvo errore, possiamo dire che all'ultima girata si ebbe questa graduatoria: Pantera, Tartuca, Onda, Bruco, Aquila, Istrice, Lupa, Oca, Leocorno e Nicchio.
I giudici non esitarono ad aggiudicare la vittoria alla Pantera; ma siccome la differenza era stata tanto piccola da potere essere solamente apprezzata da chi si trovava sulla linea del traguardo, così nacque il dubbio in una parte del pubblico, che non era in condizioni favorevoli da poter giudicare, che l'esito della corsa avesse potuto essere incerto.
E siccome questo fatto provocò delle discussioni vivaci fra gl'interessati, con qualche scambio d'innocui scapaccioni, i giudici credettero opportuno di sospendere per qualche tempo la consegna del Palio, al solo scopo di evitare qualche disordine.
Finalmente fu consegnato ai panterini, come ne avean diritto, i quali, scortati da numerosi carabinieri e guardie lo accompagnarono nel rione, ove fu ricevuto trionfalmente al suono delle campane e fra gli applausi frenetici degli abitatori della contrada.
Nell' oratorio della contrada fu subito cantato il ringraziamento di rito e quindi s'improvvisò una imponente dimostrazione alla quale parteciparono alcune contrade alleate. Nella serata il rione fu illuminato e vi prestò servizio un corpo musicale cittadino che ha rallegrato il rione fino alle ore piccine. Inutile dire che si è ballato e bevuto allegramente.
L'ultima vittoria della Pantera risaliva al 2 luglio 1874. Oggi la comparsa della Pantera col fantino e il cavallo vincitore ha fatto trionfalmente il giro della città, accompagnato dalla banda musicale di S.Gusmè.
16 AGOSTO 1904


Il Palio d'ieri

La nostra piazza V. E.,festosamente addobbata e addirittura stipata di gente com'era, presentava ieri un aspetto veramente incantevole, tale da rimanere profondamente impressa in quanti la poterono ammirare.
Il corteo delle contrade nel loro nuovi e smaglianti costumi, già dai noi dettagliatamente descritti, suscitò un vero e continuo entusiasmo; ogni comparsa che entrava in piazza era accolta da vivissimi applausi che si ripetevano per tutto il giro della pista.
Molto ammirati furono pure i nuovi costumi dei rappresentanti del Magistrato delle Contrade, che erano preceduti dal vessillifero, in splendido costume anch'esso.
La mossa data dal bravo Pellegrini fu splendida, ed i cavalli partirono in un sol gruppo, ma si verificò il fatto curioso e tutt'altro che nuovo che alcune contrade cominciarono a nerbarsi tremendamente merito alla mossa stessa, anzichè aspettare di giungere alla Fonte Gaia come sarebbe prescritto, di modo che alcune di esse non scapparono bene come avrebbero potuto: tra queste vi fu la chioccola, per la quale era prognosticata la vittoria, che, dopo aver data una fiancata al cavallo per scappare prima, si trovò in mezzo alla Torre ed alla Tartuca che la tempestarono di nerbate da farla ritardare e scappare fra le ultime.
Si vide poi la Tartuca seguire da vicino la Chiocciola per due intiere girate nerbandosi senza riposo.
Ecco come si svolse poi la corsa:
Scappò prima la Pantera, seguita subito dalla Selva , dalla Giraffa, eppoi dalla Torre, dalla Tartuca, dalla Chiocciola e dall'Istrice; la Pantera rimase prima per circa due girate, ma alla terza girata, alla voltata di S.Martino, fu sorpassata dalla Selva e quindi dall'Istrice. La vittoria arrise finalmente alla contrada della Selva che in un momento addobbò con padellette e bandiere il proprio rione e la propria chiesetta, mentre i popolani con quella squisita cortesia che tanto li distingue, cominciarono. a vuotare fiaschi di squisito vino che offrivano alla folla di visitatori che fino dopo la mezzanotte si recarono ad ammirare la festosa allegria dei selvaioli.

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Ieri, durante lo spettacolo del palio, una signorina perdette un piccolo portamonete contenente 7 lire.
Ci assicurano che quel portamonete fu raccolto da una bambina che ci auguriamo l'abbia già consegnato all'ufficio di polizia municipale.
Il padre della signorina che perdette l'oggetto in parola si è recato al nostro ufficio dichiarandosi pronto a lasciare il danaro pur di riavere il portamonete che è un caro ricordo.


Testi tratti da "La Vedetta Senese" del 18 aprile, del 3 luglio e del 17 agosto 1904, foto dei drappelloni da "Pallium"