16 agosto 1904
SELVA



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

Ida ISTRICE Scansino II
M. di E.Fontani TARTUCA Zaraballe
B. di A.Cambrini LUPA Massimino I
Farfalla SELVA Spanziano
B. di T.Nardi LEOCORNO Pallino
B. di V.Sampoli TORRE Popo
Primetta PANTERA Martellino II
B. di C.Bartoli GIRAFFA Tabarre
Stornino CHIOCCIOLA Picino
M. di P.Neri AQUILA Nappa

MOSSIERE: Amerigo Pellegrini


       



CAPITANO: Lino Bindi
PRIORE: Giuseppe Bindi Sergardi
BARBARESCO: Eugenio Calvani

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1901
Il fantino non vinceva dal 16 agosto 1903
Ultimo Palio vinto da Spanziano




Il terzo Palio del 1904 vede favorite l'Istrice con Ida, la Chiocciola con Stornino e la Pantera, a caccia del cappotto, con Primetta. La Lupa ha grandi difficoltà nel trovare una monta, prova ben cinque fantini, Spanziano, Caino, Fulmine, Egisto Rossi e Massimino che arriva al Palio. Nell'Istrice, Scansino sostituisce Benvenuto, nella Chiocciola Picino prende il posto di Rancani, nella Selva Spanziano scalza Nello Magnelli. La favorita Pantera preferisce Martellino a Testina, reduce da una brutta caduta nelle batterie di selezione. La mossa ha un ottimo allineamento, la Pantera parte prima tallonata da Istrice e Selva. Zaraballe, nella Tartuca, nerba violentemente Picino, la favorita Chiocciola esce subito di scena. Martellino e Primetta restano primi fino al secondo San Martino dove passano Istrice, Giraffa e Selva. I marpioni Scansino e Tabarre lottano gomito a gomito, Spanziano è deciso ad inserirsi fra i due. Al terzo Casato Istrice e Giraffa si ostacolano ed allargano verso i palchi, per la Selva si apre un inatteso varco all'interno. Spanziano porta Farfalla nel varco lasciato libero e ottiene la vittoria per la Selva davanti alle deluse Istrice e Giraffa.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)