Cronache dei Palii del 1889

4 LUGLIO 1889


I cavalli furono assegnati alle contrade secondo il solito la mattina del 29 giugno.
I migliori erano quelli della Tartuca, Chiocciola, Civetta e Aquila. L'Oca pure ebbe una discreta cavalla, tanto è vero annoveravasi fra le Contrade che erano in condizione di vncere il palio; anzi la voce popolana accennava forse a delle maggiori probabilità per questa che per le altre contrade. Ebbero discreti cavalli il Bruco e la Lupa; venivano quindi quelli del Montone e dell'Unicorno; il peggiore di tutti toccò alla Torre.
la 1ª prova non fu corsa a causa della pioggia; la 2ª fu vinta dalla Civetta, la 3ª Civetta, la 4ª dalla Civetta, la prova generale dalla Chiocciola e la provaccia dalla Lupa. Alla 3ª prova il cavallo della Tartuca, cadendo al canape, si rovinò una gamba in modo da non poter più correre le prove successive.
Il palio non ebbe luogo il giorno 2 a causa della pioggia e fu rimesso alle ore 6½ pomeridiane del giorno succesivo, ma neppure in questo giorno ebbe luogo sempre a causa della pioggia che cominciò a cadere nelle ore pomeridiane, cosicchè col consenso dei Capitani il Municipio stabilì di correre il palio nella mattina del 4 Luglio (Giovedì).
Alle ore 9½ del giorno 4 entrarono le comparse in Piazza e dopo compiuto il concreto giro poco dopo le 10 presentavansi i fantini al canape dove cadero Oca e Lupa. Fatti ritornare ambedue ai loro posti fu data la mossa, la quale riuscì discretamente. Scappò prima la Chiocciola e mantennesi tale fino al 3° giro sotto casa Sansedoni dove fu passata dalla Tartuca che era stata sempre seconda. La Chiocciola fece ogni sforzo per riprendere il primo posto, ma la Tartuca potè mantenersi prima per tutto il resto della corsa e così vincere il palio.
La Civetta e l'Oca caddero al 1° giro a S.Martino, forse perchè la Torre spinse l'Oca contro i materassi, e la caduta di questa fu d'inciampo alla Civetta la quale cadde essa pure. La Lupa cadde al 2° giro dopo fatta voltata del Casato. I Tre cavalli scossi si fermarono.
Alla vincita arrivarono nell'ordine seguente: 1ª Tartuca, 2ª Chiocciola, 3° Bruco, 4ª Aquila, 5ª Torre, 6° Montone, 7° Unicorno.

16 AGOSTO 1889


Secondo il solito l'assegnazione dei cavalli alle Contrade doveva essere fatta la mattina del 13 Agosto, ma essendo incominciato a piovere i capitani d'accordo con l'Autorità Municipale, deliberarono di scegliere 10 cavalli sui 15 dati in nota, senza provarli.
I migliori erano quelli toccati alla Torre, Lupa e Giraffa; discreti quelli della Pantera, Montone, Tartuca, e Drago, cattivo quello della Civetta, pessimi quelli dell'Oca e Chiocciola, i quali facevano appena 2 giri mentre gli altri compivano le 3 girate.
La prima prova fu vinta dalla Torre, la 2ª dalla Lupa, la 3ª dalla Torre, la 4ª dalla Pantera, la prova generale dalla Giraffa, la provaccia dalla Giraffa.
Il palio fu vinto dalla Lupa.
Alla mossa il fantino dell'Oca abbandonando il proprio posto andava a collocarsi alla destra e un poco indietro di quello della Torre tenendo il nerbo alzato per essere pronto ad impedire alla suddetta di prendere lo slancio appena fosse dato il segnale della partenza, ma non vi riuscì, inquantochè calato il canape la Torre per la prima poneva il cavallo in carriera a non breve distanza dalle altre, 2° partiva il Montone, 3ª la Lupa, 4ª la Pantera, quindi le altre. Guadagnato subito terreno la Torre voltava prima a S.Martino, mentre la Lupa avendo passato il Montone la seguiva ad una distanza non indifferente, ma nel salire al Casato accostatosi alquanto fu in grado di voltare insieme alla competitrice, e dopo che i fantini si furono scambiati diverse nerbate, quello della Lupa con destrezza e sollecitudine entrava primo rimanendo tale per tutto il resto della corsa, seguito dalla Torre ad una certa distanza talmente breve da fare supporre in qualche momento che potesse recuperare il primo posto. Il Montone passato dalla Lupa avanti S.Martino fu ben presto passato dalla Pantera e dalla Giraffa; quest'ultima nulla potè figurare perchè per tutta la corsa fu molto nerbata dalla Pantera. Anche tutti gli altri fantini si scambiarono molte nerbate. La Chiocciola e l'Oca si nerbarono tremendamente a vicenda, ma la peggio toccò all'Oca perchè il suo fantino al 3° giro circa la Fonte-Gaja fu dalle nerbate dell'avversario costretto a scendere da cavallo e rifugiarsi in uno dei prossimi palchi. Durante la corsa cadde il fantino del Montone ed il cavallo scosso si fermò.
Alla vincita arrivarono nell'ordine seguente: 1ª Lupa, 2ª Torre, 3ª Pantera, 4ª Giraffa, 5ª Tartuca, 6ª Civetta, 7° Drago, 8ª Chiocciola.

18 AGOSTO 1889


La società delle Feste in Siena, con il permesso del Municipio, fece eseguire in questo giorno un palio con i cavalli scossi in Piazza Vittorio Emanuele. Alla sera del 5 Agosto alla sede della Società suddetta furono dai rappresentanti le Contrade estratte le 10 che dovevano prendere posto al detto palio.
Non essendo rappresantata da alcuno la Contrada della Chiocciola, e nella incertezza se intendesse o no aderire alla corsa, fu per precauzione estratta un'altra Contrada oltre il numero occorrente, la quale fu l'Aquila, da ammettersi supposto che la Chiocciola rifiutasse di prendervi parte; la Chiocciola invece aderì.
Il regolamento per questa corsa fu identico a quello pubblicato nell'anno 1839, quando ebbe luogo la prima di simili corse. I premi assegnati furono: al padrone del cavallo vincitore £ 60; alla Contrada vincitrice £ 30 e drappellone; a ciascuna Contrada per supplire alle spese £ 20, ai padroni dei cavalli per la vettura £ 8.
Al seguito d'analoga domanda fatta dal Presidente della Società delle Feste, Sig. Patrizio Chiusarelli, le Contrade dichiararono di renunziare all'indennità e sopportare del proprio tutte quante le spese.
I cavalli furono assegnati la mattina del 18 Agosto alle ore 9. La scelta di essi fu fatta dai Deputati allo Spettacolo nominati dalla Società delle Feste e dai componenti il consiglio direttivo della Società suddetta. Dei 10 che presero parte al palio, il giorno 16 non furono accettati a causa di malattia quelli toccati in sorte al Montone, Drago e Tartuca, furono poi scartati come poco corritori quelli del'Oca e della Chiocciola.
In conformità dell'art.8 del regolamento le 10 Contrade iniziarono ciascuna la propria rappresentanza composta del tamburino, 2 alfieri, il Duce, 4 paggi e il figurino o paggio maggiore. Dopo il giro nella pista di quelle rappresentanze o comparse, al turno del tamburino uscirono dalla corte del Pedestà i 10 cavalli condotti a mano dai Barbareschi; i cavalli ciascuno con la spennacchiera della respettiva Contrada, con una fascia al corpo dei colori della Contrada medesima e larga 25 centimetri, con il numero toccatogli in sorte impresso nella spalla e muniti di non più di 4 perette per ciascuno, e condotti alla mossa furono ad uno ad uno introdotti fra i due canapi. La mossa data dal Direttore di Polizia Municipale Sig. Enrico Zonti, coadiuvato dall'Ispettore delle guardie municipali Sig. Giovanni Mazzucchelli riuscì soddisfacente.
Primo a partire fu il cavallo della Torre il quale a metà della scesa di S.Martino trovandosi innanzi a tutti quando si fermò; passò allora primo quello dell'Onda, ma dopo breve tratto soffermatosi esso pure, rimase primo quello del Drago, che al 2° giro a S.Martino, avendo rallentato la corsa mancò poco non fosse passato dalla Civetta, la quale rimase 2ª inquantochè il Drago continuò a correre e così vinse il palio, 3ª fu la Chiocciola.
I cavalli della Selva, Nicchio, Onda e Torre girarono per qualche tratto la pista in senso contrario, ma poi ripresero il corso regolare. Quello della Torre però poco mancò non fosse causa di serie disgrazie perchè vi fu un momento nel quale avvicinatosi allo stecconato che separa la pista dall'interno della Piazza minacciava saltarvi dentro; allo sbocco del Casato poi spiccò un lancio e saltata la barriera ivi eretta, percorse diverse strade della Città fino a giungere alla Porta S.Marco, dove alcuni si dettero di fargli paura, tornato indietro fu poco dopo chiappato nella via omonima.



Questa vittoria fu solennemente festeggiata dalla Contrada del Drago la domenica 1° Settembre.
Il giorno ebbe luogo un banchetto alla Villa del Sig. Grazioli (posta fuori Porta Ovile) gentilmente posta dal proprietario a disposizione dei dragaioli.
Alla sera ebbe luogo l'illuminazione della Piazza Pianigiani, via Malavolti e Via del Paradiso, mentre nella sala della Società di Camporegio, elegantemente addobbata per la circostanza, veniva servito un rinfresco ai protettori ad agli altri invitati.

Testi tratti dai quaderni di S.Griccioli, descrizione Palii dal 1884 al 1902, foto dei drappelloni da "Pallium"