Cronaca del Palio del 16 agosto 1965




Assente Topolone, la tratta favorisce Selva, Lupa e Bruco, rispettivamente con Arianna, Selvaggia e Danubio.
Le monte sono movimentate e ricche di sorprese, Drago e Selva si scambiano il fantino dopo la terza prova, Mezzetto va in Camporegio, Bazza in Vallepiatta.
Nel Nicchio c’è l’ocaiolo Lazzaro Beligni detto "Giove", cacciato senza molti complimenti nell’agosto 1963.
Nella Lupa sin dalla prima prova c’è Tristezza a luglio protagonista nell’Istrice.
Nella Pantera corre un fantino straniero, dopo l’eritreo Alì nel 1927 tocca a Victor Ramon Barrionuevo detto "El Argentino".
Il Palio si decide alla mossa che fa fuori due dei tre favoriti.
Aceto nel Bruco forza la mossa e cade al canape, Tristezza nella Lupa resta invece fermo ed addirittura non prende parte alla carriera.
Anche la Pantera resta ferma, ma nonostante tutto la mossa è ritenuta valida e partono prime Giraffa, Montone e Selva. Bazza conosce bene le caratteristiche di Arianna e pasando dall’esterno, prende la testa a San Martino.
La rischiosa manovra riesce perfettamente, dietro la Selva, già staccate, ci sono Giraffa, Nicchio e Montone.
Canapetta, sulla sorprendente Irma, sembra più preoccupato a controllare Montone e Nicchio che si ostacolano reciprocamente e per Bazza diventa tutto più facile.
È di nuovo Selva per la quinta volta dal 1953, Bazza centra il suo secondo successo a distanza di ben sedici anni dal primo, una vera e propria rinascita dopo le tante squalifiche subite ed i suoi presunti ritiri.


Testi tratti da "Daccelo!" di Roberto Filiani; foto dei drappelloni da "Pallium"