16 agosto 1965
SELVA

DEDICATO AL 7° CENTENARIO DELLA NASCITA DI DANTE ALIGHIERI


L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
* Fantino esordiente

Selvaggia LUPA Tristezza
Topolona VALDIMONTONE Canapino II
Irma GIRAFFA Canapetta
Luciana AQUILA Rondone
Danubio della Crucca   BRUCO Aceto
Gabria PANTERA El Argentino *
Sambrina NICCHIO Giove
Arianna SELVA Bazza
Gisella DRAGO Mezz'etto
Teodorina TARTUCA Lenticchia

MOSSIERE: Wilson Pesciatini


    



CAPITANO: Vittoria Bonelli Barabino
PRIORE: Francesco Bindi Sergardi
MANGINI: Luigi Arietti - Alessandro Fabbri
BARBARESCO: Vasco Bartoli

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1962
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1949




Assente Topolone, la tratta favorisce Selva, Lupa e Bruco, rispettivamente con Arianna, Selvaggia e Danubio. Le monte sono movimentate e ricche di sorprese, Drago e Selva si scambiano il fantino dopo la terza prova, Mezzetto va in Camporegio, Bazza in Vallepiatta. Nel Nicchio c’è l’ocaiolo Lazzaro Beligni detto "Giove", cacciato senza molti complimenti nell’agosto 1963. Nella Lupa sin dalla prima prova c’è Tristezza a luglio protagonista nell’Istrice. Nella Pantera corre un fantino straniero, dopo l’eritreo Alì nel 1927 tocca a Victor Ramon Barrionuevo detto "El Argentino". Il Palio si decide alla mossa che fa fuori due dei tre favoriti. Aceto nel Bruco forza la mossa e cade al canape, Tristezza nella Lupa resta invece fermo ed addirittura non prende parte alla carriera. Anche la Pantera resta ferma, ma nonostante tutto la mossa è ritenuta valida e partono prime Giraffa, Montone e Selva. Bazza conosce bene le caratteristiche di Arianna e pasando dall’esterno, prende la testa a San Martino. La rischiosa manovra riesce perfettamente, dietro la Selva, già staccate, ci sono Giraffa, Nicchio e Montone. Canapetta, sulla sorprendente Irma, sembra più preoccupato a controllare Montone e Nicchio che si ostacolano reciprocamente e per Bazza diventa tutto più facile. È di nuovo Selva per la quinta volta dal 1953, Bazza centra il suo secondo successo a distanza di ben sedici anni dal primo, una vera e propria rinascita dopo le tante squalifiche subite ed i suoi presunti ritiri.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)
MASGALANI
















LE CADUTE DEI FANTINI








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