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- IL SONETTO DI BEPPE PALLINI -



I fegatelli

I

Oggi ci so' gli sceffe celebrati
che fanno i divi a la televisione
per presentare piatti elaborati,
composti e variopinti e c'è il copione

di tanti pappagalli ammaestrati
che fanno i bongustai per professione
alzando l'occhi al cielo, concentrati,
biasciando e assaporando ogni boccone.

Un dico è roba da buttare via,
ma la vo' mette' con i fegatelli
a la senese? Unne scherziamo, via!

Ne la ratta per bene rinvoltati,
credo un c'è cosa più meglio di quelli,
ma forse loro un l'hanno mai mangiati.

II

A casa mia ricordo, a' tempi belli,
la mi' moglie davvero era bravina
a trafficare intorno a' fornelli
in tutte le faccende di cucina.

Mangiari, caro mio, che come quelli
nemmeno li sognava il Carnacina,
ma per quanto riguarda i fegatelli
ancora oggi al meglio s'avvicina.

Col girarrosto un li pòle più fa,
stare intorno al camino è faticoso,
ma però anche nel forno, lascia sta,

riescan bene: la ratta abbondante
gli dà un sapore ancora più gustoso,
se è cotta bene e guasi croccante.

III

Si capisce, vanno saputi fa
e s'addicano solo nell'inverno
allora so' più bòni da mangià,
o è l'idea. Quest'anno 'l Padreterno

un po' di freddo un lo vole mandà,
se seguita così voldì che sverno
senza che l'abbia potuti assaggià
e dovrò rimediare in modo alterno.

Aspettiamo però per rassegnassi,
intanto noi ci s'ha diverse cose
da cucinare, bòne per mangiassi

e so' anche loro parecchio gustose.
E poi un mi dispero: pioggia e gelo,
dice il proverbio, un rimangano 'n cielo.


2 Gennaio 2016