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2 luglio 1798
RINVIATO

PER I PUSTUMI DEL TERREMOTO DEL 26 MAGGIO





Luglio 1798. Col tremito alle mani, colle lacrime agli occhi, e col palpito, e gemito di cuore vengo io Pietro Nenci aiuto cancelliere di questa Comunità Civica [vergo?] la carta col presente mio carattere per registrare a memoria dei posteri che in questo giorno non si eseguì la solita corsa di Palio nella Piazza Grande. La ragione di ciò si fu la terribile scossa di terremoto accaduta in questa città il 26 di maggio di quest'anno alle ore una, e minuti dieci pomeridiane. Tale fu il patimento delle fabbriche, e tale lo spavento, e lutto resosi padrone dell'animo di ogni ceto di persone, che il Governo non credè a proposito di permettere la consueta corsa di Palio con decidendosi differirla a tempo più confacente, e più lontano dalla seguita funestissima disgrazia, e forse al 16 agosto futuro, come in fatti accadde, e come dirò più abbasso.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)




Il 2 Luglio di quest’anno fù soppresso il Paglio alla Tonda [regolare corsa del Palio intorno alla Piazza del Campo detto alla Tonda per distinguerlo da quello alla Lunga che veniva corso il 15 agosto con cavalli scossi di proprietà di privati che partiva dalla chiesa del Santuccio, fuori porta Romana, ed arrivava al Duomo] che cadeva in questo dì giorno di Lunedì; il motivo è stato per i travagli passati, cioè la scossa del terremoto del 26 maggio 1798 seguita in questa città la vigilia della Pentecoste in giorno di sabato alle ore una e minuti 10 dopo mezzo giorno, e poi con il seguito di altre scosse, ed il luogo del Paglio si sono surrogati delle preghiere, esposizioni scoperte di imagini ed altre devozioni, non curando il Paglio niente divertimenti, ma solo l’orazioni per placare S.D.M. e liberarci dalla continuazione di tali flagelli.

(Archivio di Stato di Siena, Archivio Tolomei, 861)