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2 luglio 1681
mercoledì





- prima di iniziare la lettura, si consiglia di leggere l'introduzione -



Anche se tutte le fonti, compresa quella ufficiale del Comune, indicano il Bruco come vincitore, ad oggi non ci sono riscontri certi e attendibili e non esiste stranamente una delibera dell'Oca inerente la partecipazione a questo Palio1.
Fantino vittorioso verrebbe proposto Granchio, "il quale partito primo dalla mossa sempre si mantenne tale"2 anche se il Bandiera e il Gagliardi indicano il noto Pavolino.
Un manoscritto anonimo settecentesco3 dell'Archivio Chigi Saracini conferma la vittoria del Bruco con Granchio e indica anche le Contrade partecipanti, che sarebbero state undici: Montone, Tartuca, Chiocciola, Istrice, Onda, Giraffa, Oca, Pantera, Bruco, Civetta e Leocorno.
Per l'attribuzione della vittoria, vale ciò che è stato indicato in merito al Palio del settembre 1683, confortati da una tabella di possesso che si trova in via del Comune, che dà al Bruco almeno due successi conseguiti prima del 1685.
Uno poteva essere questo del 2 luglio 1681.
E' anche probabile che questo Palio abbia lasciato degli strascichi fra i contradaioli, poiché il 6 luglio, verso le una di notte (le nostre attuali ore 22.00)4, scoppiò una lite fra Giuseppe Frosini detto Cavolnero dell'Onda e Girolamo Sottili della Tartuca che degenerò per l'intervento sconsiderato di una terza persona che mettendo mano alle armi ferì il Sottili alla "gola con qualche pericolo"5.
Consultando lo stesso faldone del Capitano di Giustizia6, abbiamo riscontrato un altro errore tramandatoci nel tempo, inerente la data del Palio di Cetinale.
Alcuni testi lo riportano come corso il 23 mentre altri il 26 di settembre 1681: adesso invece sappiamo che il giorno in questione fu domenica 21.
Ne prendiamo atto da un episodio dibattuto in Tribunale: "...ritornando da Cetinale, dove si era corso il palio, Giovanni Corti Legnaiolo il dì 21 settembre 1681, andava gridando con altri suoi compagni, viva l'Ocha il che hautosi a male Matthia Bagnini Intagliatore, come uno dei partiggiani della Chiocciola, diede una ferita à detto Corti con cui gettollo in terra, e doppo con un bastone, che haveva in mano ammennandoli un colpo lo ferì su' la testa"7.
Purtroppo le carte processuali non ci svelano la Contrada vincitrice che taluni indicano nel Valdimontone e altri nel Nicchio.  


NOTE:
[1] ASS, Biccherna 888, 29 giugno 1681, c. 18v 
[2] ACAq, Silvio Griccioli, Palii descrizione dal 1581 al 29 giugno 1717, 1R, c. 37v 
[3] ACSS, XVI.6.E.8, ms, anonimo, cc. da 53v a 56v
[4] Sin dai tempi antichi, in tutta Italia si usava contare le ore, usando come misura la durata della luce diurna. Tutto dipendeva dal momento in cui tramontava il sole, che segnava l'ultima ora, che era volgarmente chiamata: "le ventiquattro". Quella successiva prendeva il nome di "ora di notte" a semplicemente "l'un ora" e diveniva quindi la prima della nuova giornata, che principiava così alla "un ora di notte" e aveva termine alle "ventiquattro". Questa maniera di indicare il tempo, era detta "all'italiana" ed aveva il difetto che le "ventiquattro" non erano stabili e fisse in tutti i mesi dell'anno, perchè si spostavano a seconda del variare delle stagioni: dal periodo più lungo durante i giorni prossimi al solstizio d'estate, a quello più breve al principio dell'inverno; con accorciamenti e allungamenti della giornata, astronomicamerite determinati da periodi di circa 10 giorni, poi riportati in un'apposita tabella all'interno del calendario stesso.
[5] ASS, Capitano di Giustizia 676, c. 343 e 343v 
[6] La riforma medicea del 1561, confermò al Capitano di Giustizia la giurisdizione criminale esercitata sulla città di Siena e sulle podesterie comprese nel suo territorio.
[7] ASS, Capitano di Giustizia 676, c. 343 e 343v 


ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE









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