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2 luglio 1675
martedì
annullato





- prima di iniziare la lettura, si consiglia di leggere l'introduzione -


 
Pur essendo stato programmato come di consueto, è certo che nel 1675 non si svolse alcun Palio1.
Per alcuni ciò avvenne per i violenti scontri scoppiati tra la Lupa e la Spadaforte che sarebbero arrivate appaiate al traguardo.
Secondo costoro, l'assegnazione della vittoria alla Lupa avrebbe scatenato la reazione della Spadaforte che, spalleggiata dai popolani delle altre cinque Contrade oggi non più esistenti, avrebbe dato origine a dei tumulti, tali da giustificarne la cancellazione immediata dal panorama paliesco.
In realtà, nel 1675, le altre cinque Contrade soppresse erano già inattive da tempo ed i loro territori erano stati assorbiti, più o meno tacitamente, dalle consorelle confinanti.
In questa diatriba si distingue il Comucci che fa sua la versione di Flaminio Rossi, secondo cui la mancata assegnazione di questo Palio è da ricercarsi in una furiosa lite scoppiata fra i contradaioli dell'Onda e della Tartuca, che culminò con l'uccisione dell'alfiere dell'Onda.
Nella “Dichiarazione dei Pagli no corsi nella Piazza del Campo di Siena dal 1670”, trascritta però a fine Ottecento, si parla di una lite scoppiata fra l’Onda e la Spadaforte (che il cronista indica con il nome di Torre), per l’assegnazione di un cavallo, tanto che “la sera avanti il 2 Luglio nel mercato vecchio naque litigio tra le dette contrade cominciando ad insultasivi i ragazzi, ed a cantare delle canzoni in insberchio [prendere in giro] dalla contrada della Torre; dai ragazzi si venne al uomini, ed alle mani, dove al ondaioli li convenne fuggire dal mercato, per essere scacciati dalla detta contrada della Torre, e per essere i detti ondaioli in minor numero, ma poco doppo con l’aiuto delle contrade aggregate si accese una fiera zuffa fra le dette contrade, che pareva una guerra, vi accorsero dei Signori per sedare ma non fù possibile in quel momento essendosi di troppo riscaldati; e per sedare detto popolo di dette contrade, vi accorse il Comandante della Fortezza con la sua truppa, come pure tutte le squadre dei Birri e alla meglio fù quietato, e rimandati alle case loro, ove vi furono di gran feriti da ambe le parti, e tra quelli restò morto l’alfiere della Torre.
E dal Governo col intervento dei quattro Signori della Real Biccherna, fù deciso, che non si corresse più il Paglio, e fù mandato per voto fatto a Maria Santissima di Provenzano il premio, e il drappellone fù attaccato in detta Chiesa e fu levato l’anno 1770 quando fù ripulita detta Chiesa e fù fatto il bussolone [la cupola]”2.
Di queste furibonde risse, però, non se ne trova traccia in nessuna causa criminale e il 15 di luglio il Segretario di S.A.S. laconicamente annotava che “Il Palio delle Contrade è svanito, credo per difetto di denaro, e di concordia tra le medesime, e non se ne discorre più”3.
Pertanto, resta più probabile che il 29 giugno, nonostante fossero stati già assegnati i cavalli al Prato di Camollia e fossero già "messo li stecconi e fatto palchi intorno alla Piazza"4, iniziassero dei contrasti "fra le altre Contrade essendosi esposta al corso la Contrada di Spada Forte, perché questa non è solita correre e per altre ragioni, si pretese dall'altre e particolarmente dalla Torre che questa non dovesse ammettersi a detto Corso essendo più tosto università di Battilani che veramente Contrada"5.
Nonostante che concordemente tutte le Contrade presenti avessero stabilito che "se Spada Forte vincesse il Palio, non lo potesse ottenere se prima non giustificava d'esser veramente contrada"6, la Balia, per evitare che questi violenti contrasti degenerassero in risse e tumulti, in data primo luglio "fece intendere per mezzo delli Donzelli à tutte quelle Contrade le quale si erano esposte al corso, qualmente dovessero rimandar alli loro Padroni i Cavalli ch'havevano sortito per il Corso perchè il Palio non si doveva più correre, essendo stato donato dalli signori alla Beatissima Vergine di Provenzano".
Questa drastica e risoluta decisione deluse oltre che i senesi, anche tutti quei "forestieri ch'erano concorsi per veder la festa", facendoci intendere che il Palio si era ormai già conquistato una certa fama anche lontano dalle mura cittadine.
Altre iscritte furono l'Oca7 e la Selva8, che prometteva, in caso di vincita, di donare il Palio alla Compagnia di S.Giovanni Battista sotto al Duomo.


NOTE:
[1] ASS, Biccherna 882, 26 giugno 1675, c. 15v 
[2] ASS, Archivio Tolomei 861, Memorie riguardanti le Contrade, anonimo, ms
[3] ASS, Governatore 475, minute di lettere 1671 al 1675, 15 luglio 1675, c.s.n.
[4] BCS, A. XI. 22, Girolamo Macchi, Diario, c. 57
[5] ACOc, Deliberazioni 1667-1745, libro C, c. 39
[6] All'Archivio Comunale, nel Preunitario 105, si legge che la Spadaforte compì un ulteriore tentativo di prendere parte al Palio del 2 luglio 1693, ma anche in quell'occasione venne rigettata la sua richiesta. Non fu l’ultimo episodio di questo tipo, infatti in occasione del Palio dell’agosto 1761, fu il comunello di Monastero a presentare, con scarso successo, un’istanza di partecipazione come Antica Contrada della Quercia.
[7] ACOc, Deliberazioni 1667-1745, libro C, c. 38v
[8] ASS, Patrimonio Resti 852, Compagnia di S.Giovanni Battista sotto il Duomo, c. 215 e 215v


ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE









RIEPILOGO
VITTORIE
DAL 1633
AL 1691