LA   FAMIGLIA   FRATI

Nel corso della nostra ricerca, abbiamo censito ben 10 personaggi in linea retta che portavano il cognome Frati.
Il primo di cui abbiamo menzione è Andrea, che compare in uno Stato delle Anime del 1672 della Cura di S.Niccolò a Maggiano, come padre, già defunto, di Lucchese.




Da due Stati delle Anime riferiti all'anno 1672 e 1691, pur se in disaccordo tra loro riguardo all'età dei censiti, si può ipotizzare che Lucchese dovesse essere nato tra il 1633 e il 1636. Morì il 13 gennaio 1700.
Sposò Maddalena Livi, di un anno più giovane di lui, che nel 1672 viene erroneamente trascritta con il cognome Testi. Erano braccianti, abitavano nel podere detto Il Palazzetto del Monte ed ebbero Felice, Caterina, Andrea, Orsola e Giovanni.
Andrea, che riprendeva il nome del nonno, nacque a Maggiano il 10 dicembre 1664 e morì sicuramente prima del 1730. Si sposò due volte: con Felice Quercini e quindi con Angela Corsini l'8 luglio 1703 nella chiesa di S.Clemente ai Servi.
Il 1° settembre 1701, avvenne una disgrazia che coinvolse il figlio Giulio di 7 anni e un suo amico, che morirono annegati in una non meglio precisata fonte, nei pressi di Maggiano.


Il 20 settembre 1711 nacque Matteo che visse per ottanta anni e un giorno, ossia fino al 21 settembre 1791.
Svolgeva, come uno dei suoi sei figli, la professione di funaio, mentre la moglie Teresa Biagini "tesseva di panno".
La morte di Matteo sopravvenne dopo tre anni di penosa infermità nella casa dove abitava, di proprietà della Congrega di S.Pietro in Duomo.
Tutto ciò è suffragato dalla richiesta del Camarlengo di detta Congregazione, che in data 21 novembre 1757 si rivolgeva al Tribunate Civile di Siena, affinchè intimasse al Frati di saldare gli affitti arretrati.
Dei sei figli che ebbe, Andrea, è il primo dei Frati ad essere nato all'interno della cinta muraria di Siena, venerdì 11 aprile 1749, come risulta dal libro dei battesimi di S.Clemente ai Servi.
Nel 1790 lo troviamo a muovere una causa civile contro tale Bonifazio Bizzarrini perchè quest'ultimo si rifiutava di restituire un credito offertogli, senza interesse, da suo padre Matteo nel 1782. Come si legge nella sentenza, la richiesta venne accolta dal giudice che intimò al Bizzarrini di rendere subito la sommma dovuta.
Andrea, di cui ignoriamo la data di morte, si sposò il 13 novembre 1780 con Susanna Gigli figlia di Gaetano e Dorotea Zani, portando una dote di 176 scudi.


Da lei ebbe Giovanni, nato nella Cura dei Servi il 26 maggio 1782. Nel 1813 lo troviamo che abitava nella Costa del Comune n.1439, da dove proveniva sua moglie Maria Bernini che si presume essere stata più giovane di lui di circa cinque anni. Lui faceva il fabbro, lei tesseva i nastri.
Dalla loro unione, alle otto della mattina del 22 luglio 1812 nacque Luigi, che il 9 settembre 1834 sposò in S.Agostino Eva Carlucci, figlia di Gaspara Passalacqua e di Giovacchino Carlucci, originario di Firenze, prima vinaio e quindi cuoco in una bettola in Diacceto.



Il matrimonio, come già accaduto per i genitori di genitori di Eva, entrò in crisi, per sfociare il 1° luglio 1842 nella richiesta di separazione da parte della moglie, che si rivolse al Tribunale Ecclesiastico di Siena.
A suo dire, confortata da alcuni testimoni, poco dopo il matrimonio, il Frati "si rese debitore della moglie di disamore, indifferenza, ed avversione dimostranti da sempre gravi, e replicate sevizie consistenti in ingiurie, percosse ed offese alla persona".
"Luigi Frati non solo si rese debitore di disamore verso la propria moglie facendo propri tutti i di lei guadagni senza retribuirle nulla per i più urgenti bisogni di vestiario ma si rese debitore di disamore verso i tre figli a cui lasciava mancare il pane benchè avesse con più, che discreto guadagno talchè la moglie fù più volte costretta a comprare a debito del pane...".
Come se non bastasse, "nel 3 settembre prossimo scorso dopo avere il Frati percossa la moglie, e la madre della moglie, gli mise fuori di casa insieme coi figli, serrando l'uscio di casa, talchè l'Eva Carlucci fù costretta a ritirarsi in casa del fratello Adamo". (che faceva l'artista)
Da quell'epoca in poi il Frati ha abbondonato la moglie, e i figli senza darli nulla per il loro sostentamento".
A queste accuse, Luigi apparentemente pentito, rispose di voler tornare con la moglie e con i figli, ma di non voler più convivere con la suocera e con i cognati, che, a suo dire, erano la causa dei frequenti litigi.
E così pare che avvenne.
Luigi, che faceva il linajolo, morì poco più che trentasettenne allo spedale, il 18 settembre 1849.
Ad uno dei suoi figli impose il nome del defunto padre: Giovanni, che nacque nei pressi di S.Agostino il 14 settembre 1837.
Giovanni che faceva il muratore, il 17 agosto 1861 si sposò in S.Martino con Adelaide Fiaschi figlia di Giovanni e di Maddalena Passalacqua.
Dalle nostre accurate indagini è emerso che sia Giovanni che la moglie Adelaide avevano i bisnonni in comune: Priscilla Cinotti e Luigi Passalacqua. Se pur lieve, c'era dunque un legame di consanguineità.
Come riportano i registri dei morti dello spedale di Siena, Giovanni morì per i postumi di una frattura al femore destro, il 18 gennaio 1904, mentre sua moglie il 1° febbraio 1927, alla ragguardevole età di 87 anni.
Dalla loro unione, il 20 maggio 1871, venne alla luce nel territorio della Cura di S.Martino, Bernardino che si unì in matrimonio con Elvira Baglioni nella chiesa di S.Spirito, il 30 novembre 1895.
Elvira nacque a Renaccio di Sotto il 19 novembre 1875. Figlia di Santi e Adele Galardi, trascorse l'infanzia all'interno di un nucleo familiare assai numeroso, composto da ben 19 unità e rimase orfana del padre morto di torcibudello (peritonite), quando lei aveva appena sette anni.
Sposatasi con Bernardino, andò a vivere in via dell'Oliviera al n.13, come appare dalle pagine del censimento svoltosi a Siena nel 1901.


Come suo padre, anche il marito Bernardino non visse a lungo: morì il 19 luglio 1927 a 56 anni per un tumore causato probabilmente dai materiali tossici che usava per svolgere il mestiere di verniciaro.
Dei cinque figli che ebbero: Zita, Zita, Ilda, Nella e Iris, solo quest'ultima raggiunse l'età per sposarsi. Nacque in via dell'Oliviera il 23 marzo 1903 e morì per la stessa malattia del padre allo spedale di Siena il 27 giugno 1980.
Si sposò con Bruno Papei nella chiesa di S.Giovanni Battista il 4 ottobre 1925, lo stesso giorno, ma 62 anni prima, di suo nipote Orlando.


Visse per diversi anni in via di Città, prima di trasferirsi a Foligno e quindi tornare a vivere a Siena con la figlia Mara e suo genero Giuliano Nerli.
Ebbe tre figli: Nella, Mara e Piero e con lei terminò questo ramo della famiglia Frati.