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SOSPESO IN VIA D’URGENZA IL FANTINO MASSIMO COLUMBU DAL PROSSIMO PALIO DEL 16 AGOSTO



    
3 luglio 2015

Visto il rapporto dei Deputati della Festa consegnato in data odierna, che evidenzia il contegno palesemente e gravemente scorretto tenuto dal fantino della Contrada del Valdimontone durante il primo giro del Palio di ieri, 2 luglio, contravvenendo all’articolo 67 del regolamento del Palio, ai sensi dell’articolo 100 dello stesso regolamento l’assessore delegato ha disposto d’urgenza la sospensione del fantino Massimo Columbu, detto Veleno II, dalla partecipazione al prossimo Palio del 16 agosto e alle relative prove.
Questo provvedimento adottato in via d’urgenza non esaurisce il successivo svolgimento dell’ordinario iter sanzionatorio.





Quanto c’è di antico e quanto c’è di inaccettabile in quello che ha fatto il fantino del Montone Massimo Columbu nei confronti dell’avversaria e del collega Giovanni Atzeni? Forse il confine è labile, ma nel Palio di oggi è pesante come un macigno. Lo dimostra il dibattito che da ormai due giorni sta dilagando tra i contradaioli.
Ma anche tra gli addetti ai lavori che chiedono di capire come muoversi in futuro. Del resto il modo con cui Veleno II ha disarcionato Tittia è apparso a molti qualcosa di inaccettabile, scorretto e mai avvenuto prima.
Cosa che invece non è affatto vero, di precedenti ce ne sono molti. Semmai, la straordinarietà del fatto è tale perchè da oltre 20 anni non avveniva una cosa del genere. Ma rispetto al Palio “che fu”, tante cose sono cambiate.
Cosa rischia oggi Massimo Columbu? Per la prima volta potrebbe arrivare addirittura una squalifica a vita perchè Veleno II è recidivo, nel 2006 venne squalificato 10 Palii per aver ostacolato continuamente l'avversaria (Pantera). Oppure potrebbe ricevere 20 Palii come Bucefalo e Spirito.
C'è poi la responsabilità oggettiva della contrada che dovrà essere presa in esame. I precedenti specifici non ci sono, ma qualcosa di simile si. E riguarda appunto il 2006 quando per l'infrazione dell'articolo 101, comma 1 e 2, del regolamento la contrada dell'Aquila venne squalificata per 1 Palio.
Stesso discorso nel 1997 quando alla Tartuca furono imposti due Palii di stop (per il comportamento scorretto del fantino 1 Palio e uno per via dei tartuchini che invasero la pista per aiutare a scendere il proprio fantino, prima della conclusione della corsa).
Tornando indietro nel tempo, precisamente al 16 agosto 1997, l’allora fantino della Tartuca Maurizio Farnetani detto Bucefalo si presentò alla mossa con il solo obiettivo di far perdere la Chiocciola e ci riuscì perfettamente cambiando continuamente di posto e afferrando il giubbetto del fantino avversario (che era Gigi Bruschelli). Bucefalo venne squalificato per 20 Carriere.
L’anno prima, agosto 1996, il fantino della Pantera Spirito, appena caduto il canape, trattenne Massimino (fantino dell’Aquila) per il giubbetto ed entrambe le Contrade rimasero ferme. Anche Spirito venne squalificato per 20 Palii.
Tra i precedenti c’è pure un altro Nicchio-Montone del 1992, quando il fantino dei Pispini Tonino Cossu detto Cittino a San Martino riuscì a dare una cavallata e ad agguantare il fantino del Montone Giuseppe Pes detto il Pesse gettandolo sul tufo (cadde anche il Cittino). Cossu venne squalificato per due Palii.
Sempre Chiocciola e Tartuca protagoniste, il 3 luglio 1991, quando Roberto Falchi detto Falchino nella Chiocciola ostacolò sia alla mossa sia appena partiti il fantino dell’avversaria Tartuca, Salvatore Ladu detto Cianchino, favoritissimi. In quella occasione Falchino riuscì a prendere il giubbetto del Cianca, ma non riuscì a gettarlo a terra. Questo perchè probabilmente con il solo indumento (e senza la protezione come quella di oggi) l’appiglio non fu completo. Per quel “killeraggio” Falchino venne squalificato 2 Palii.
Chiocciola e Tartuca inesauribili; anche nel luglio 1978 fu baraonda. Antonio Zedde detto Valente, fantino di San Marco, la sera della prima prova strattonò violentemente il fantino della Tartuca, Canapino, facendolo cadere. Il fatto causò un putiferio con tanto di cazzotti dopo la prova. Nella notte stessa del 29 giugno Valente fu squalificato per 4 Palii.
Nella Carriera di Provenzano del 1966 invece, Arturo Dejana detto Pel di Carota, fantino dell’Istrice riservò un servizio alla Lupa simile a quello del Columbu a Tittia. Andò alla mossa con l’obiettivo di fermare l’avversaria e ci riuscì facendo cadere il fantino Saro Pecoraro detto Tristezza. Fece anche di più perchè prese le briglie di Danubio, cavallo fortissimo anche da scosso, e le rilasciò quando ormai non poteva più raggiungere gli altri. Per Dejana arrivarono 8 Palii di squalifica.
Altri fatti curiosi ci portano al 1856 quando il fantino del Drago, Partino disarcionò il fantino della Tartuca, Campanino. Caddero però entrambi e scoppiò una furibonda scazzottata. In quella occasione non fu la rivalità a fare da sfondo alla vicenda bensì una questione patriottica. La Tartuca avendo i colori dell’odiata Austria doveva essere umiliata e per far questo i patrioti italiani offrirono parecchi soldi a chi avesse fatto volare il fantino di Castelvecchio. La verità è che sia il fantino della Tartuca sia il fantino del Drago si misero d’accordo per intascare la somma.
L’ultimo esempio tra i numerosi che si sono verificati nei secoli, c’è da ricordare anche quello del Palio straordinario del 18 agosto 1841 (corsa alla tonda) con il fantino della Pantera Adamo Bracali che al primo giro riuscì ad afferrare il fantino della Tartuca Bernardino Brandani facendolo cadere all’altezza di Fonte Gaia e “il chiassolo della Gigia”. Bracali venne poi squalificato.
Le memorie tra il 600 e l’800 ci raccontano di altri fatti e punizioni esemplari, perfino l’esilio. Come nel Palio del 1832, una di quelle Carriere dove il modo più facile per ostacolare gli altri fantini o le avversarie era proprio la "presa" di un braccio o del giubbetto tanto che il famoso Francesco Santini detto Gobbo si riempì di sapone così da far scivolare la "presa" degli altri fantini. In quel Palio alla mossa il fantino dell'Aquila Giuseppe Morandini detto Bugher riuscì a far cadere il fantino della Selva (favorita) Carlo Brandani detto Brutto. Anche il Montone con Vincenzo Cardelli detto Barège agguantò Francesco Bianchini detto Campanino, del Nicchio, facendolo cadere. Il fantino dell'Aquila ("l'ajuto del boja di Firenze") per aver preso per un braccio e gettato a terra il fantino della Selva venne condannato a 8 giorni di carcere e "all'esilio perpetuo dal Vicariato Sanese".


Articolo di Andrea Bianchi Sugarelli (http://corrieredisiena.corr.it/gallery/187145/Palio--trattenute-e-polemiche-.html)