Palio di Siena



Autore di un furto “sui generis”, che potrebbe essere anche derubricato nel reato di ragion fattasi, fu Uccellino, che nel 1785 comparve di fronte al Capitano di Giustizia, il quale così descrive l’episodio avvenuto a Buonconvento.
“È consueto in questa terra di farsi correre un Palio con i cavalli nella festa di S.Gio.Batta, in occasione che si fa la fiera; fin dal dì 24 del cadente mese di Giugno festa di S.Gio.Batta fù fatto correre il detto Palio, ed il premio restò esposto al Pubblico secondo il solito con essere stato affissato ad una finestra di questo Palazzo Pretorio.
Seguita la corsa, nacque la disputa fra i concorrenti, allegando Angiolo Nozzoli uno di essi, che non era stata data legittimamente la mossa, e ricorse avanti di me, un tal Francesco Gabbrielli detto Uccellino di Siena, che giunse col cavallo il primo alla meta, sosteneva il contrario, onde mandati a chiamare il Duranti, e Rocco Battignani deputati a dar la mossa per sentire l’occorrente; comparsi avanti di me, confermarono, che la mossa non era stata data; nondimeno il detto Gabbrielli introdottosi arbitrariamente nella stanza di questo Pretorio portò via il Premio, e resisté a questo messo, che lo voleva impedire”.
Con ogni probabilità l’episodio ebbe un seguito. Abbiamo infatti notizia che due giorni dopo Uccellino venne ricoverato all’Ospedale di Siena per una causa sconosciuta e che fu dimesso dopo dieci giorni. Il sospetto che la “causa sconosciuta” fosse una scarica di botte ricevute da chi gli aveva contestato la vittoria non appare del tutto fantasioso.



Tratto da FANTINI BRAVA GENTE di E.Giannelli, M.Picciafuochi, A.Ferrini e O.Papei - Betti Editore, Siena 2014