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- COME ERA SIENA IN CARTOLINA -

Una grande raccolta resa possibile grazie alla collaborazione di:
Giordano Bruno Barbarulli, Simona Bisogni, Roberto Brizzi, Mauro Bruschettini, Flavio Ceccotti, Andrea Corti, Umberto Dragoni, Fabrizio Filoni, Andrea Fioravanti, Mauro Fiorenzani, Sergio Ghezzi, Pier Guido Landi, Alessandro Leoncini, Carlo Micheli, Roberto Pallanti, Giuseppe Pallini, Nicola Peccianti, Umberto Poggiolini, Massimo Righi
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- I nuovi quartieri -
Dopo la prima guerra mondiale, si venne a creare una forte penuria di alloggi e a Siena questo era aggravato dal fatto che le case che c’erano non corrispondevano più alle esigenze igieniche della popolazione; pertanto fu riesumato un vecchio progetto risalente al 1889, che individuava la collina di San Prospero come zona di espansione per le nuove abitazioni da costruire.
Nonostante l’intenzione primaria fosse quella di costruire case per trasferirci gli abitanti che vivevano nella zona di Salicotto, evacuati per il risanamento degli edifici del loro rione, si fece avanti l’idea del “villaggio giardino”, come lo definì il Podestà dell’epoca (1923) Fabio Bargagli Petrucci.
L’idea di villaggio giardino si rifaceva a progetti provenienti dall’Inghilterra, dove l’impiego di operai nella grande industria, fece sì che valenti architetti facessero dei progetti per le abitazioni di questi lavoratori, tenendo conto della qualità della vita degli operai stessi e facendo sì che le case a loro destinate fossero dotate almeno di un bagno e di un giardino circostante. Questa idea fu ripresa anche per la costruzione de Il Milanino, quartiere operaio sorto a circa dieci chilometri da Milano, che accoglieva gli operai, sempre più numerosi, delle industrie della zona limitrofa alla metropoli lombarda.
In realtà a Siena, le caratteristiche imposte per le costruzioni del quartiere di San Prospero fecero sì che questo diventasse subito l’habitat ideale per la media borghesia impiegatizia della città. Il progetto che dava il via ai lavori, venne approvato dal Consiglio Comunale, all’unanimità, il 22 dicembre 1919. Il Comune si mise così in cerca dei finanziamenti necessari ed ottenne un mutuo senza interessi di 880.000 lire dalla Cassa Depositi e Prestiti. Nel maggio del 1920 anche la Deputazione del Monte dei Paschi deliberò lo stanziamento di un contributo di 140.000 lire. Fu così che con una cerimonia piuttosto sfarzosa, il 16 maggio 1920, il Sindaco Emanuello Pannocchieschi D’Elci dette inizio ufficiale ai lavori.





1 - SAN PROSPERO

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2 - IL SARACINO

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3 - RAVACCIANO

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