CANZONI E CANTI SENESI
Misiche selezionate da Stefano Fini
Stefano Fini
Difficile sarebbe stabilire attraverso quali situazioni, eventi, relazioni umane molte delle nostre canzoni, da sempre cantate e sentite cantare sono arrivate fino ad oggi. Nel nostro cantare vi sono canzoni d’amore, canti della tradizione anarchica (come “Sante Caserio” e “Son cieco”), stornelli, rispetti e classici del folclore toscano (quali “Un bel giorno andando in Francia” e “Maremma amara”), spassose (talvolta triviali) canzoncine giocate sul doppio senso (vedasi alcuni stornelli che nuovamente attingono dalla tradizione toscana), fino alle reali canzoni senesi, quelle composte nella musica e nel testo da autori senesi.
Qui sotto ripropongo quello che titengo il regalo musicale più bello che la ditta Olmi ha fatto a Siena, il disco "Di Mille serenate", che recentemente è stato ripubblicato in versione digitale.
Una raccolta di canti popolari senesi, probabilmente la raccolta più interessante e stilisticamente più fedele ai canoni del canto popolare di tradizione orale nella ormai vasta discografia di canti senesi. Purtroppo troppe sono state in questi anni le reinterpretazioni dei nostri canti che hanno proposto arrangiamenti poco fedeli allo stile e all’emissione vocale del canto popolare, spesso con adattamenti e sconfinamenti inopportuni.
Qui il canto non segue lo schema regolare delle battute e la chitarra “accompagna” letteralmente il canto, nel senso che lo segue nel suo ritmo più libero legato ai respiri e non al metronomo. Gli interpreti sono: Enzo Bini, detto il Gessaiolo, titolare per tanti anni dell’omonimo vinaio fuori porta Fontebranda e memoria storica del canto senese, scomparso da qualche anno e Giorgio Tancredi del quale si ricordano memorabili duetti con il fratello Luciano.

ENZO BINI (il Gessaiolo) e GIORGIO TANCREDI
Enzo Bini, qui già avanti con l’età, che canta con un filo di voce ma con estrema sensibilità e poesia. Per me il "Gessaiolo" questo il suo soprannome è da considerarsi uno dei più grandi interpreti del genere in Italia, forse secondo al napoletano Roberto Murolo.
Giorgio Tancredi, il classico cantante sempre alla ricerca di colore e di sfumature armoniche. Il disco porta il titolo di una delle più belle canzoni, se non la più bella (a mio giudizio) composta da Mario Mariotti, altra grande figura di musicista senese.











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