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L'ALBERGO "BONO" D'ESTATE MA .....


Nell'ambito delle cose curiose di questa magnifica Siena riportiamo una notizia in parte poco significativa e non di eccessivo valore ma senz'altro curiosa che una volta saputa vi porterà a guardare con una certa curiosità un luogo della città insignificante.
Passate poche decine di metri dall'inizio di via Montanini, dopo la chiesetta della Madonna delle Nevi, sino a pochi anni fa di proprietà da casa Cinughi, e ultimamente dalla stessa regalata allo Stato, si apre alla nostra sinistra la piazzetta degli Alberghi. Una piazzetta abbastanza modesta come dimensioni e case che vi si affacciano.
Tuttavia era quella le sede di uno dei primi (nei tempi andati) alberghi di Siena.
Comodo specialmente perchè consentiva alle carrozze di farvi sosta davanti e di riparare i cavalli in un'apposita sottostante stalla.
Le finestre non sono, neppure ora, ne grandi ne sontuose: tuttavia hanno vetri ed alcune anche le persiane. Sembra abbastanza ovvio questo che ho detto, è ovvio oggi, ma non superfluo in relazione a quanto segue.

Perchè quell'albergo di quella piazzetta ospitò, nel XVI secolo, un viaggiatore di assoluta eccezione che era venuto in Italia per tentare nelle molte stazioni termali che vengono giù da quel mitico monte che è l'Amiata, un sollievo al mal della pietra che lo angustava da anni e molto lo faceva soffrire.
Intendo riferirmi al signor De Montaigne, il quale nelle sue Memorie di un viaggio in Italia narra appunto di questa sosta senese ovviamente vocata ad una permanenza e a una cura da farsi a Chianciano o a San Filippo o a Petriolo, insomma, in una di quelle magiche acque che da sempre scendono dal monte. Il signor De Montaigne loda la città e l'albergo. Del quale solo lamenta che non avesse vetri alle finestre ma solo le imposte.
Sicchè, quando non fosse estate, in quell'albergo comodo e ben servito si doveva vivere, giorno e notte, al buio.


Piazzetta degli Alberghi