CONDANNATO L'OTTOCENTESCO INCHINO


Così il 12 settembre 1939 appare sulla "Nazione" di Siena, nella rubrica Osservatorio, un articolo anonimo che ha come oggetto i comportamenti che gli allievi dell'Accademia Chigiana devono tenere al termine delle loro esibizioni.

Stonature
"Siamo nel campo musicale e quindi il titolo calza a pennello.
Ai corsi dell'Accademia Chigiana gli allievi hanno imparato molte belle cose, hanno perfezionato la loro arte e la loro cultura musicale ed ora qualcuno si avvia verso la rinomanza e fors'anco verso la gloria. Però fra tutte le materie d'insegnamento che hanno fatto degli allievi quasi delle celebrità ne è mancata una: quella del costume e dello stile di vita fascista.
Vogliamo dire che si è dimenticato di insegnare agli allievi e alle allieve che agli applausi del pubblico si risponde col braccio teso nel saluto romano, virilmente diritto, e non con il ridicolissimo inchino di ottocentesca democratica memoria, indice di una mentalità servile condannata dal Fascismo.
Una dimenticanza questa imperdonabile.
Esiste una precisa disposizione della Federazione Fascista dello spettacolo al riguardo e se anche non esisteva bisognava pensare che l'Accademia Chigiana è inquadrata in una istituzione tipicamente fascista quale è l'Istituto interuniversitario italiano. Oggi coloro che si esibiscono in pubblico, siano essi italiani o stranieri, devono sapere che alle approvazioni del pubblico si risponde col saluto romano. Questo bisogna insegnare prima di passare a Beethoven o a Mozart".

Il conte Chigi Saracini così rispose.
Sia l'articolo che la risposta furono incorniciati in un quadro affisso da lui nel suo studio dove ancora si trova.

Ad perpetuam rei memoriam
Ad edificazione ed allo equilibrato, retto giudizio degli onesti questo sottostante, tipico e sintomatico esempio di farabuttismo giornalistico-libellista irresponsabile e di bigottismo provinciale, falso e bugiardo vera classica feccia e tabe perniciosa di ogni Fede, di ogni Politica!!! Il Fondatore-Presidente conte Guido Chigi Saracini.



Conte ed Accedemia nel periodo fascista