NICCOLO' CAMPANI, LO STRASCINO

Il senese Niccolò Campani, figlio di fonditore di campane, autodidatta, autore di brevi commediole e farse, che spesso interpretava personalmente (vestito da contadino) per allietare le brigate di Corte.
Il Campani venne accolto dai Gonzaga di Mantova e da altri Principi, ma fu soprattutto alla corte del pontefice Leone X dove riscosse i maggiori e più duraturi successi che gli permisero di raggranellare una piccola fortuna con la quale si comprò il titolo di Scudifero Apostolico.
Il nome di Strascino gli deriva da una sua commedia che così appunto s'intitolava.
Il Campani stava per salire ai piu alti livelli artistici e letterari quando una terribile malattia lo condusse alla tomba all'età di 45 anni.
Lo Strascino lasciò diverse opere letterarie, farse e commedie scritte in un colorito linguaggio senese; fra queste composizioni non mancano accenni alla maledetta sifilide della quale nel 1511 fu colpito.
Il Campani fu poeta giocoso, autore ed attore, un giullare di corte ma i critici lo considerarono uno dei poeti più importanti, se non il più importante, del primo '500.

Grazie alla sua opera ed al suo spirito che dopo il 1531 gli intellettuali senesi dell'epoca si riunirono in Congrega che assunse poi il none dei Rozzi.



Le corti ed i giullari