SIENA MAGICA - IL MALIGNO DI MALAMERENDA



Anche negli anni della gloriosa repubblica senese si annoverano storie riguardanti maghi e streghe; c'è sempre stata una storia nella storia.
Sappiamo che tra la famiglia dei Tolomei e quella dei Salimbeni, ai tempi della gloriosa repubblica di Siena, non c'era mai stato buon sangue; in alcuni casi si arrivò proprio all'eccesso. E quando queste due famiglie s'inimicavano per ridarle pace e concordia ci voleva spesso qualche buon vescovo ed alcune volte non bastava; in tal caso occorreva l'intervento del Papa, come avvenne appunto nel 1337.
In quella circostanza fu disposto che il giorno dopo la Santa Pasqua venisse fatta, come era già in uso all'epoca, una importante merenda fra le due famiglie, dando vita ad un banchetto che sarebbe dovuto essere della fratellanza e della pace.
Il luogo prescelto per la storica merenda fu a sud della città, poco distante da porta Romana, in un bel colle a vista e sovrastato in lontananza dal monte Amiata.
Tutto fu preparato nei minimi particolari e in molti concorsero alla riuscita del banchetto. Furono portate posate d'argento e scodelle di porcellana, vini di più colori e sapori scovati nelle migliori cantine di Siena e del Chianti. Poi le migliori carni: cervi, lepri, galletti, capponi, pavoni, rarissimi pesci ecc. Tutti questi cucinati secondo la migliore tradizione da Niccolò della Consuma. Quest'ultimo preparò anche degli spiedini garofanati di tordi, una rarità considerando che eravamo in un periodo non certo di passo per questi uccelli migratori.
Ed il mistero sta proprio tutto in questi tordi. Da dove venivano? E chi li portò al cuoco della Consuma? Fu detto di un brucaiolo e poi di un probabile forestiero, un uomo mai visto, un uomo dall'aspetto ricurvo e spettrale, che poco o nulla volle per quella leccornia.

Il fatto fu che questi tordi erano sì grossi e belli ma erano appena diciotto e quando al banchetto della riappacificazione furono portati in tavola Tolomei e Salimbeni se li contesero prima con la forchetta e poi con la spada. Come ci racconta la storia il banchetto della pace terminò così nel sangue
Diciotto erano i tordi portati dal maligno, diciotto i componenti della famiglia dei Tolomei e diciotto quelli della famiglia dei Salimbeni e....
se andate nel chiostro del convento di San Francesco, sotto i colonnati dove a notte passeggiano gli antichi spiriti guerreschi, troverete appesi sotto alcuni scalini diciotto stemmi tutti uguali; ricordano la storia di quel colle che prese il nome di Malamerenda.


Gli scalini nel chiosco di S. Francesco