VITA DA GABELLIERI


Fino al 9 marzo 1927 le mura delimitavano anche la cinta daziale di Siena e chiunque entrasse o uscisse da una delle sue porte era controllato e controllabile ai fini dell'imposta di consumo. Le porte venivano chiuse dalle nove di sera sino alle sei del mattino. Per entrare ed uscire bisognava farsi aprire dai gabellieri che non gradivano affatto, tant'è vero che uno degli svaghi preferiti di compagnie di buontemponi era quello di uscire da una porta ed entrare da un'altra per dar loro più noia possibile durante la notte. La lotta fra feroci gabellieri (servitori fedeli di chi aveva vinto l'appalto della riscossione delle imposte) e chi voleva evitare di pagare il dazio era diuturna, senza esclusione di colpi e di stratagemmi. Dovevano combattere ogni tentativo di scavalcamento delle mura e di gettare generi di consumo al di là di queste, ma soprattutto verificare che chi entrava a Siena non ne portasse più delle quantità esenti consentite per l'uso personale. Ricordate il portafiaschi? Due fiaschi di vino al giorno era la quantità esente dal dazio per consumo familiare, cosicchè il portafiaschi era un accessorio indispensabile per ogni veicolo.
Fuori d ogni porta principale fiorivano negozi di alimentari e macellerie che vendevano dosi esenti da imposta di consumo, di caffè, pasta, carne eccetera, pertanto un flusso continuo di senesi attraversava la barriera. Questo per risparmiare qualche centesimo al giorno: se sospettati di abusi dovevano questionare o addirittura sottoporsi a perquisizioni.
Ranuccio Bianchi Bandinelli, in merito, ci racconta una storia piacevole che all'epoca fece notizia:
Una nobildonna senese, di quelle signore definite "economiche" - persone assai attente alle spese - passava ogni mattina sotto gli occhi del gabelliere di Porta Pispini che non dava a nascondere il suo desiderio per la donna. Piacere che aumentò quando venne a sapere che era vedova e pertanto sola e usando ed abusando del suo potere si dichiarò senza mezzi termini. La nobildonna, inizialmente, riuscì a "sgabellarsi del gabelliere", ma nulla potè quando quest'ultimo, attratto dalla prosperità fisica della donna, preso dal più sfrenato desiderio, la palpeggiò nelle parti più prosperose. Ma .... con grande meraviglia venne a scoprire che tanta prosperità di fianchi e cosce era causata da due bei prosciutti nascosti sotto le sottane.



Siena e le barriere