FILM E FICTION NEL SENESE

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Pienza - 15 aprile 2009 -

La provincia di Siena è terra ideale per girare film, fiction, spot pubblicitari e videoclip.
Quasi duecento le riprese che hanno avuto come sfondo scenico le nostre campagne e la nostra città; nel solo 2008 sono almeno una quindicina le produzioni che hanno interessato la provincia. Agli ultimi capolavori cinematografici girati nel senese pluripremiati con Oscar, "Il paziente inglese", "Il Gladiatore", aggiungiamo i più recenti "Io ballo da sola" di Bernardo Bertolucci, o l'ultimo film d J. Bond "Quantum of Salace" o "L'uomo che verrà" pellicola su Marzabotto.
Nel contesto pubblicitario rimane nella storia il "Mulino Bianco", strutturato nel territorio di Chiusdino; più recenti gli spots della Barilla a S. Quirico e del Klm (compagnia aerea olandese) fra i vigneti di Brolio.
Nel contesto delle fiction dopo le recenti riprese di "Carabinieri 7", girato a Montepulciano, è il momento dell'attuale "Il falco e la colomba" con riprese girate a Pienza proprio in questo mese di aprile, ed interpretate dai nuovi idoli dei tennagers Giulio Berruti ed Anna Safrancik. Questa fiction che racconta l'amore contrastato fra la figlia di una famiglia benestante ed un brigante, ci offre l'opportunità di rivisitare un momento significativo per la città di Siena: l'epoca in cui il regista Alessandro Blasetti girò il primo film sulla città ed il suo Palio; un lavoro cinematografico che all'epoca fu oggetto di molte critiche da parte dei senesi.

Siena - 15 agosto 1931 -


Molti senesi storsero la bocca, il 15 agosto 1931, quando il Corteo storico fece il suo ingresso dal Casato.
Era proprio necessario vestire le comparse il giorno dell’Assunta?
Anche l’intensa luminosità delle tre e mezza di pomeriggio mostrava l’ampiezza dello strappo alle regole. Ai lati della pista ingombranti macchine da presa filmavano il lento incedere dei figuranti. Si stava girando il primo lungometraggio sonoro sul Palio.
La Nazione, il 14 luglio 1931, riassumeva la vicenda che stava suscitando un vivace dibattito nell’opinione pubblica cittadina. Lo stesso quotidiano, pochi giorni prima, aveva, infatti, paventato addirittura l’effettuazione di una Carriera straordinaria per facilitare le riprese. La notizia, presto smentita, invitò molti lettori a scrivere al giornale. Una parte consistente evidenziò il timore di possibili distorsioni causate dalla troupe al normale svolgimento della manifestazione e il pericolo rappresentato da un’intromissione prevedibilmente incompetente.
Il cinema italiano dell'epoca fascista doveva esaltare una terra sobria, viva e pulsante, lontana da un mondo cosmopolita e materialista.
In questa ottica il Palio di Siena simboleggiava la forza delle tradizioni nazionali. In più, il regime aveva riconosciuto il valore economico del turismo e ambiva a fare della manifestazione senese uno dei principali richiami turistici italiani.
Il soggetto piacque al trentunenne regista romano Alessandro Blasetti e la Cines, munita delle apparecchiature tecniche di produzione americana necessarie per la registrazione del sonoro, accettò di produrre il film .
Blasetti, che aveva già mostrato la sua capacità di narrare vicende in cui si esaltava il valore di una sana esistenza che integra passato e presente, firmò anche la sceneggiatura insieme allo stesso Bonelli e a Gian Bistolfi.
Gli autori, per facilitarne la comprensione al pubblico non senese, legarono in un unico filo narrativo la festa e la vicenda sentimentale tra il fantino Zarre e la contradaiola Fiora. Gli autori si presero alcune libertà di non poco conto nei confronti della storica festa avvalorando un’inesistente rivalità tra Civetta e Lupa e traslocando, per motivi scenografici, il rione della contrada di Vallerozzi a ridosso del Duomo. Gran parte degli interni fu invece ricostruita nei teatri di posa romani della Cines con la partecipazione di comparse senesi.
La sequenza della carriera comportava molti problemi, poiché “invincibili difficoltà” impedivano di riprendere la corsa ‘dall’interno’ con macchine da presa legate sotto la pancia dei cavalli, come era stato pensato durante la stesura del progetto.
tratto da IlPalio.org




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