CAPITOLO II - FAMIGLIE DEL '900

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VANNINI EZIO (1903-1942); fattori; Passeggeri; da Vignaglia.
"Il mio ragioniere" lo chiamava affettuosamente il Pallini Roberto. Ezio Vannini "agente di beni" era il suo fattore e dopo la costruzione della fattoria nel 1902/1903 vi prese dimora abitando quattro stanze al primo piano. Ezio (1873) fu Pasquale e Assunta Righi (1839), abitava a Vignaglia prima di trasferirsi a Passeggeri ed era sposato con Adele Braccagni (1881).
Ida e Ada Vannini Forse Pasqualino nacque a Passeggeri il 23 febbraio 1903 ed era il loro primo figlio. Inoltre li accompagnava la nonna Assunta Righi vedova di Pasquale. Non trascorse molto tempo che vennero al mondo altre due bambine, Ada e Ida, nel 1906 e nel 1908. La famiglia cominciava ad essere troppo numerosa e questo creava preoccupazione in mamma Adele perché era noto che questo rappresentava un ostacolo per il fattore: "Hanno fatto un bel fare a tenerci", ripeteva spesso e, per dimostrarsi utile, prestava servizio alla Villa. Ma i Vannini rimasero al suo posto sia con i Pallini che con l’avvocato Sarrocchi e ci rimasero talmente tanto da arrivare al 1942, allorché Ezio e Adele, ormai soli, si trasferirono a Uopini per trascorrervi la vecchiaia. Un anzianità di servizio di tutto rilievo quella del fattore Vannini che la dice lunga sulle qualità professionali e umane dell’uomo se è riuscito in tutto quel tempo a convivere con l’esigente Senatore. In quei quaranta anni avvenne tutto quello che natura comanda: la mamma Assunta morì il 5 maggio del 1930, carica di ben 91 anni; il 4 agosto del 1934 Ida si sposò con Umberto Buricchi (Amato), un carabiniere di Spoleto e segui suo marito a Radicofani; Ada prese Augusto Buti della Ripa il 1 giugno 1935; Pasquale o Pasqualino, che nel 1919 era definito "apprendista agrario", prese la sua strada professionale e divenne anche lui "fattore", ed è cosi che Ezio e Adele rimasero soli nella loro incombente vecchiaia. Ada, o la "sor Ada", diventerà familiare a Quercia dal 1942, quando rileverà la rivendita di tabacchi e vi prenderà dimora con la sua famiglia.


Sulla strada statale, da sinistra: Ida e Ada Vannini con Anna Tacconi.

Ida Vannini e Umberto Buricchi, carabiniere, nel 1935 a Roma.





VANNINI PASQUALE (1900-1926); mezzadri; Passeggeri; da Fagnano.
Famiglia di mezzadri rinnovarono il secolo prendendo possesso del podere di Passeggeri il 3 marzo del 1900. Provenienti senz’altro da Fagnano, dove li troviamo luogaioli nel 1882, i Vannini, senza nessuna recente relazione di parentela col fattore Ezio, rimasero nel nostro popolo fino al 1926 quando si divisero e partirono: Giulio verso Siena, Eugenio per destinazione sconosciuta. All’insediamento, la famiglia formata da undici elementi era comandata da Pasquale figlio del fu Giuseppe e della fu Carolina Fiaschi, celibe di 36 anni. Recava con sé il fratello Bernardino, vedovo con relativa prole. Completava la famiglia la cognata Giulia Ricci di 46 anni vedova di Serafino accompagnata dai figli Eugenio di 16 anni e il maggiore Giulio coniugato con Elvira Fattorini dalla quale aveva avuto da pochi mesi Giuseppe. Nei quasi trenta anni di permanenza vissero il passaggio padronale dai Pallini al senatore Sarrocchi e ebbero numerose vicende familiari come il matrimonio di Isola nel 1913 con Giulio Fosi di S. Fedele e quello di Eugenio con Giulia Pianigiani. Si contarono dieci nascite in quel periodo con soltanto due decessi infantili che si unirono alle morti della nonna Giulia Ricci morta improvvisamente nel 1915 a 62 anni, di Gino nel 1916 a soli 32 e del capoccio Bernardino nel 1918 a 58 anni. L’anno successivo, al piccolo nato battezzato a Vagliagli, come tutti gli altri, venne imposto il nome di Gino Bernardino. La divisone e partenza della famiglia nel 1926 mise fine alla storia dei Vannini a Quercegrossa.




VANNONI CORRADO (1959 - Residenti); mezzadri/operai; Quercegrossa; da Topina.
Passata in mano ai Lazzeri la proprietà di quello che era stato a Quercegrossa il podere di Giotto e poi del Bucci, i nuovi proprietari chiamarono ad abitarvi i parenti Vannoni che vi fecero entratura nel 1959. Furono gli ultimi mezzadri del paese e mantennero il rapporto di mezzadria fino al 1962 quando si trasferirono, sempre in Quercegrossa, in uno degli appartamenti ricavati dal Calagna nell’ex podere di Casagrande. Cessarono ogni rapporto con la terra e si riciclarono operai. Nel 1966 presero dimora nella loro nuova abitazione costruita lungo la statale in Comune di Monteriggioni. I Vannoni provenivano da Topina dopo aver abitato a Tregole e al Ruffolo ma la loro storia più antica era stata vissuta nella stessa Topina e soprattutto al podere La Foresta di S. Leonino. In questa parrocchia alcune famiglie Vannoni sono documentate fin dai primi del Settecento ma la perdita dei registri parrocchiali non ci consente di collegarli ai Vannoni che nel 1822 abitano a Topina di Mezzo, proprietà del Conte del Bannino. Si tratta del piccolo nucleo di Luigi del fu Giovanni Vannoni di 43 anni che vive con la moglie Luisa Silei, nata nel 1793, e con i figli Giuseppe di circa anni 10, i due gemelli Pietro e Teresa di 9 anni, nati quindi nel 1817, e Maria nata nel 1822. Tre anni e nasce anche Giovanna. Un decennio dopo li troviamo al Giardino, a pigione, salariati di fattoria. I genitori Luigi e Luisa sono morti e Giuseppe è il capoccio già coniugato a Rosa Pasquini e vive con i due gemelli. Le altre due sorelle sono scomparse. Poi, anche Pietro prende moglie e sposa verso il 1837 Maria Carolina Calosi che gli darà quattro figli: Annunziata, Giovanni, Leonino ed Erminia. La nascita dei primi figli dei due fratelli li porta a riprendere un podere e tornano nuovamente a Topina dove nel 1840 a “Topina della Via” del signor Roberto Ricci la famiglia dei coloni Vannoni raggiunge le sette unità in più ha una garzona Giulitta Giunghi dell’Ospedale di Siena. Gli anni successivi al 1840 vedono la nascita degli altri figli di Giuseppe che dopo Carolina (1837) e Luigi (1839) ha Cesare (1844) e Zelinda (1846). Poi il cambio di podere e il trasferimento alla Foresta dove nel 1875 sono dieci in famiglia. Pietro è morto e i suoi figli partiti. Rimane l’anziano Giuseppe con Rosa e i figli Cesare, che ha sposato nel 1869 Diomira dei Masti della Casanuova di Quercegrossa, e Luigi che verso il 1861 ha preso in moglie Luisa Vannini di Casa Frassi. Se Cesare non avrà eredi, Luigi, invece, tra il 1862 e il 1888 metterà al mondo sette figli, ma nonostante ciò la famiglia rischiò di non avere discendenza. Accadde che il maggiore chiamato Angiolo partì militare nel 1883 e ci morì a 21 anni come annotò il parroco: “Morto alla Milizia”. Il secondo figlio, Giorgio, nato nel 1868, all’età di 23 anni venne ricoverato “allo spedale dei pazzi - 1891” e di lui non si seppe più niente; tre parti furono di femmine con Erminia, Virginia e Maria. Finalmente, Pietro, nato verso il 1873, arrivò a sposarsi il 1 febbraio 1893 con Virginia Manganelli e dare continuità ai Vannoni. Pochi anni dopo questo matrimonio, nel 1896, moriva all’età di 85 anni circa l’anziano Giuseppe, e Cesare divenne il capoccio. La famiglia ormai da anni si è stabilizzata a nove/dieci componenti e si avvale della prestazione di due garzoni di Siena come Lari Lando e Limberti Liborio, in realtà Libero. Questo garzone lascerà i Vannoni in età adulta e si farà una propria famiglia i cui discendenti vivono oggi a Staggia. Di Pietro e Virginia si conoscono sette figli avuti tra il 1893 e il 1905. Tra loro c’è Corrado, il capoccio a Quercegrossa, nato l’11 maggio 1903, e oltre a lui troviamo Angiolo (1894), M. Rosa detta “Margherita” (1896), Giuseppe (1899), Luigi (1901), e Marianna (1905). Manca soltanto Umberto, morto a 2 anni nel 1901. Nel 1891 si era sposata Erminia, sorella di Pietro, con Celso Burroni un giovane di S. Leonino e dopo un periodo di assenza i due sposi rientrano in casa Vannoni con la figlia Agnese nata nel 1901. Ben pochi fatti accadono in famiglia nei primi due decenni del Novecento, ma col 1923 iniziano i numerosi eventi che nell’arco di quattro anni porteranno i Vannoni a festeggiare quattro matrimoni, tre battesimi e subire due perdite della vecchia generazione. Inizia il 14 aprile 1923 Giuseppe che sposa Eugenia Petreni, poi l’anno dopo Agnese di Celso Burroni sposa Pietro Borghi e nel 1925, il 25 aprile, Corrado prende in moglie a S. Leonino Rosa di Gelasio Lazzeri e Ida Sollazzi, e il 24 ottobre chiude Luigi con Concetta Lazzeri figlia di Santi delle Case Nuove di S. Leonino. Dal matrimonio di Giuseppe nasce il 4 novembre 1926 un maschietto chiamato Pietro, come il nonno deceduto il 10 febbraio di quell’anno in età di 60 anni. A questo lutto seguì quello di vecchio bisnonno Luigi morto il 22 gennaio 1927 a 88 anni. Corrado e Rosa intanto hanno Virginia nata il 19 ottobre 1925 alla quale farà seguito la seconda femmina Mirella il 17 agosto 1931. A questo punto i Vannoni lasciano la Foresta nell’anno 1933, e questa è la circostanza nella quale si dividono e ognuno prende la sua strada. Di certo conosciamo quella di Corrado che si porta a Ruffolo, parrocchia di Val di Pugna e lì il 5 aprile del 1933 nasce Marino conosciuto poi a Quercegrossa come “il Titti”. Pochi anni in quelle terre poi ritorna nel Chianti, a Tregole, e infine dopo un secolo i Vannoni rientrano a Topina dove il 21 giugno 1943 nasce Maurizio, l’ultimo figlio. A Topina entrano al posto del Panichi un miserabile contadino solitario con un vecchio bove patito nella stalla. Loro ne comprano un altro e in seguito una vacca e ridanno vita al podere che gli garantisce la sussistenza. Negli anni Cinquanta le due giovani Vannoni lasciano la famiglia: Virginia sposa nel 1951 Dario Nannini di Siena e si trasferisce a Pistoia; Mirella si unisce in matrimonio nel 1955 con Pietro Santini, anch’egli di Siena. Ancora pochi anni e Corrado, Rosa, Marino e Maurizio si trasferiscono a Quercegrossa nel 1959 per gli ultimi due/tre anni di mezzadria, poi Marino diventa muratore e riuscirà a crearsi una propria impresa mentre Maurizio dopo una prima esperienza di operaio nel settore del mobile si impiegherà in quello ospedaliero divenendo infermerie al manicomio. Due anni dopo il loro arrivo a Quercegrossa, nel 1961 Marino si sposa con Fiorella Caselli, giovane di una famiglia che da alcuni anni vive nel popolo di S. Leonino. E’ nata nel 1936 da Giuseppe e Maria Lapini a S. Silvestro a Convertore in diocesi di Fiesole e dà a Marino due figli: Beatrice e Massimo. Maurizio si sposa più tardi con Lorenza e da lui sono nati i due gemelli Francesca e Francesco, proprio come al suo antenato Luigi. I due anziani genitori Corrado e Rosa vissero a Quercegrossa rispettivamente fino al 2 aprile 1981(78 anni) e il 30 agosto 1984 (80 anni). “Il Titti” invece è vissuto meno e ci ha lasciato quando aveva soltanto 65 anni il 26 dicembre 1998.




VANNONI GIUSEPPE (1938 - 1954 ca.); mezzadri; Bellavista; da Pievasciata.
Quando nel 1938 i Vettori liberarono il podere di Bellavista vi fecero il loro ingresso i Vannoni. La nuova famiglia proveniva da Pievasciata dove dimorava da almeno quaranta anni. Nel 1905 alla Casetta di Pievasciata, alla guida di Giuseppe (1878) del fu Michele e di Marianna Riccieri si trovavano otto persone tra le quali i fratelli Leopoldo e Santi (1885). Ci sono in quell’anno e nei successivi molti nomi che non ritroveremo a Quercia; prima di tutto la famiglia di Leopoldo che ha senz’altro preso la sua strada e poi altri figli di Giuseppe come Alberto, Enrico, Livia e Livio. Il fratello Duilio, che erediterà il comando alla morte del babbo Giuseppe, si era sposato a Castellina in Chianti nel 1935 con Maria Morelli poco prima di tornare a Bellavista. Fu un anno particolare quel 1938 per i Vannoni appena entrati nel nuovo podere. Infatti il 23 aprile a 61 anni di età moriva il capofamiglia Giuseppe, il babbo di Duilio, Santi, Nello e Alberta che lo avevano seguito; il 5 maggio nasceva Duilia di Duilio e il 26 luglio successivo un’altra grave perdita per la famiglia: Santi, se ne andava a 53 anni lasciando moglie e figli. Rimasero quindi Duilio con la moglie Maria Morelli e la piccola Osetta, la mamma Maria Santi, la sorella Alberta, il fratello Nello e la cognata Carolina vedova di Santi con i due figli Ilia e Alberto. Con quattro adulti era pur sempre una famiglia adeguata per coltivare il podere. Naturalmente Duilio continuò a mettere al mondo figlioli, altri quattro fino al 1945. All’ultimo impose il nome di famiglia, Giuseppe. Nello portò in casa la moglie Bianca Santi sposata a S. Colomba nel 1939. Ci furono poi negli anni Cinquanta i matrimoni di Ilia (Mario Bucci) e Alberta (Emilio Masti) che chiusero nel 1953 le registrazioni di questa famiglia. Poco tempo dopo quest’ultima data i Vannoni devono aver lasciato Bellavista ai Cristofani.





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