ALCUNE   OSSERVAZIONI   SUI   COGNOMI

Abbiamo constatato che alcuni pievani, non erano sempre molto attenti e precisi nel trascrivere i dati anagrafici dei loro parrocchiani, i quali, per superficialità ed ignoranza, non erano a loro volta in grado di correggere grossolane inesattezze.
Abbiamo osservato l'esistenza di cognomi, che se interpretati correttamente sarebbero davvero strani:

    

In questo caso, abbiamo optato per "Zati", mentre per "Granoti" l'altra famiglia colligiana alla quale è riferita l'immagine riprodotta:

Ancora nei parrocchiali di Colle Val d'Elsa scopriamo che una famiglia oggi estinta, che comunque era piuttosto prolifica fino alla fine del'700 era quelli degli Atrisanti, poi col tempo divenuti Atrasanti

   

Pure fra i libri della Diocesi di Siena, si sono verificate diverse discrepanze.
La prima riguarda Maria Angela, coniuge di Francesco Casini. Negli atti del battesimo del figlio Girolamo, avvenuto il 22 febbraio 1732, viene trascritta con il cognome Calusi; otto anni più tardi, nel necrologio, il medesimo parroco la indica come Falusi.

  

Nello stesso anno e precisamente il 22 novembre, Anna compare nel battesimo della figlia con il cognome Amidei, che si trasformò in Dei nel 1746 per le seconde nozze del marito.

  

Lo stesso accadde nello Stato delle Anime di S.Bartolomeo a Pilli del 1808, dove compare Margherita Scala moglie di Antonio Anichini. Il 10 gennaio 1819 in occasione del 1° matrimonio del figlio Giuseppe venne trascritta con il cognome degl'Innocenti che il 22 maggio 1826, giorno della morte del marito, diverrà Innocenti, comunque a rimarcare la sua origine di trovatella.


In un altro Stato delle Anime, quello di Maggiano del 1672, si legge di tal Maddalena figlia di Agustino Testi, che inspiegabilmente, diverrà Livi nella trascrizione del battesimo del figlio Andrea.

  

Maria, moglie di Pietro Casini, abitante nella metà del Settencento in S.Pietro a Ovile viene indicata indistintamente sia come Torzi che Tozzi.


Siamo nel XVII Secolo e osserviamo che il cognome Omaccini veniva scritto anche con la consonante "H":


Tra i nostri antenati possiamo annoverare anche una famiglia di origine non italiana. Siamo circa a metà del Settecento e troviamo Alessandra figlia di Pietro Cheem o Kem e moglie di Andrea Bernazzi.

  

C'era anche chi nasceva con un cognome e moriva con un altro. E' il caso di Clementina che nacque il 10 agosto 1817 come Mechini e morì il 31 gennaio 1884 come Meini.

  

Era figlia di Giovacchino Mechini, figlio di Niccola alla quale vengono attribuiti i più disparati cognomi.
Il 19 marzo 1779 si legge che era figlia di Pietro Riutini; l'8 luglio 1784 il nome del padre divenne Giuseppe e il cognome Ricutini e, per finire, il 19 gennaio 1841 si trasformò in Buitani o Buitoni: un vero rompicapo!



  



Grande perplessità suscita pure il cognome della moglie di Andrea Cinci: talvolta compare come Maria Castellini, altre come Maria Castigli. Pur ipotizzando che Andrea si fosse sposato una seconda volta, è molto probabile che trattasi della medesima persona, come si è potuto osservare dai registri di morte di Monteriggioni.





Alla fine del '600 osserviamo un altro cognome che mutò, attribuito a Carlo Biligiardi, che in seguito divenne Viligiardi:

       

Ultimo dilemma di questa rassegna, sorge per Maria, moglie di Girolamo Savelli. Nello Stato delle Anime di Sprenna in Serravalle del 1828, porta il cognome Ghini che, per assonanza, verrà trasformato in Dini in occasione del battesimo del figlio Giovanni.

  


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