CAPITOLO I - LUOGHI E PODERI

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SORNANO E SORNANELLO

SORNANO
Antichissimo podere originato dalla centuriazione romana, come si desume facilmente dal nome, si trova nell’estremo Nord di Quercegrossa e le sue terre delimitavano l’antico confine col territorio fiorentino secondo gli accordi del 1203. Isolato in mezzo al bosco vi si accedeva dalla strada del Casalino e dall’altra che portava alla via maestra per Castellina alla quale si innestava poco sotto Pomona. Podere facente parte della comunità di Quercegrossa, parrocchia di Petroio. La più antica proprietà rammentata ci è data dalla Tavola delle Possessioni del 1319 dove Sornano è dato a Pietro di Guido chiamato Peratta. Successivamente, dopo la guerra di Siena del 1555, appartiene a Salustio Abatini nel 1564 e quindi a Gabbriello Leoni di Firenze nel 1581. Passa poi a Francesco Panzanini dieci anni dopo. E’ ancora dei Panzanini nel 1611 poi in una data imprecisata del Seicento passa agli Squarcialupi, documentati nel 1644, ai quali subentra da metà secolo la proprietà Strozzi (1653) che lo mantiene per circa un secolo per cederlo poi alla famiglia Minorbetti che appare sui documenti del 1768; è la stessa famiglia padrona di Mucenni. Nel 1807 avviene la vendita di Sornano dal marchese Nomi, che evidentemente aveva in precedenza acquistato dai Minorbetti, ad Angiolo Ticci, l’oste di Quercegrossa, all’enorme prezzo di scudi 4150 (29.000 lire) comprendente anche l’altro podere di Sornanino posto nel Comune di Castellina. Da allora rimane in mano Ticci per circa un secolo, trasmesso ai discendenti di Angiolo fino a che Giovanni Ticci lo vende il 3 settembre 1891 alla famiglia Bandini e più esattamente, come da atto di compravendita, a Lisini Maria-Antonietta fu avv. Lodovico, nei Bandini, per 2/3, e a Bandini Giovanni-Bandino di Adamo per 1/3. Nel 1921 risulta unico proprietario Giovanni-Bandino con il padre Adamo usufruttuario di ¼. Questa famiglia possiede anche la fattoria di Riccieri dove il prof. Raspi genero di Bandino, avendone sposato la figlia Annamaria, è ricordato come il vero padrone. Nel 1947, per successione, Sornano passa ad Annamaria Bandini in Raspi e alla sua morte alle figlie che tutt’oggi ne detengono la proprietà.
Il fabbricato di Sornano, oggi abbandonato e avvolto dalla vegetazione, è strutturato su due piani e si presenta con una robusta e ampia costruzione e una corte che nel 1825 aveva le seguenti misure: corte bq. 576; capanna 200 bq.; Casa e corte 1600 bq. La casa quindi si alzava su una superficie di c.a 350 mq. Impossibile risalire all’intervento edilizio che gli diede l’attuale forma. La sua grande capacità ricettiva e la grande estensione del podere su trentacinque ettari, anche se buona parte boscosi e a pascolo, hanno dato la possibilità di viverci a famiglie molto numerose di oltre venti persone e con tante braccia. Sono famiglie che a testimoniare la buona qualità dl podere hanno mantenuto a lungo la loro permanenza.
La prima di cui conosciamo il nome è quella del mezzadro Lorenzo di Bastiano Pedani del 1592. Poi abbiamo Santi Pagliantini nel 1615, i Sancasciani, la famiglia Semplici a metà Seicento, Domenico Riccucci nel 1672 e gli Ancilli a fine secolo. Il Settecento trova risiedervi la famiglia Ciatti che vi abiterà per la prima metà del secolo e nella seconda i Bonci che arriveranno fino al 1820 circa per lasciare poi il podere ai Bruni. Due famiglie, dallo stesso cognome Bruni, si danno il cambio e occupano Sornano per più di 80 anni quando, verso il 1902, entrano i Fattorini e in pochi anni, rompendo la tradizione, si alternano diverse famiglie come i Brogi, presenti al censimento del 1911, i Tanzini, i Provvedi al censimento del 1921, che partono nel 1924, i Puliti a quello del 1931 e i Pierucci che vi abitano nel 1936. Nel dopoguerra vi abita Assuero Barbetti poi i Ceccherini e infine sono ricordate alcune famiglie di passaggio negli anni tra il Cinquanta e il Sessanta come i Lorenzoni, i Berni e i Cambi. Poi la rovina.
SORNANELLO
Dal 1936 abbiamo le prime notizie del nuovo podere nato in quegli anni sulle terre di Sornano.
Vicinissimo all’antico podere dovrebbe essere stato inaugurato l’anno precedente dalla famiglia Rossi. Nel 1936, infatti, vi abitano ancora i Rossi che risultano anche nel dopoguerra fino ai primi anni Cinquanta, e quando partono Sornanello resterà disabitato.




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