- IL SONETTO DI BEPPE PALLINI -



Le frittelle di S.Giuseppe

I

Quand’entri in Piazza, di questa stagione,
siamo di Marzo e ‘l bel tempo è vicino,
te facci caso, unn’è ‘na suggestione,
senti nell’aria un certo odorino.

E’ un odorino che unn’ha paragone,
viene propio di là, da San Martino
e se te guardi in quella direzione
vedi dentro la piazza un baracchino.

Ci vendan le frittelle, caro mio,
quelle di San Giuseppe a la senese,
riso, farina e acqua, suppergiù.

Le fa sempre ‘l Savelli e un te lo dio
quanto so’ bòne: appena l’hai prese
ne mangi una e un finiresti più.

II

Un euro quattro, se le vòi assaggià,
ma conviene mangianne dieci almeno.
Io che so’ vecchio posso ricordà
quel tempo ch’è fuggito in un baleno,

di quando le potevo divorà
venti con una lira, nientemeno.
E’ un altro mondo oggi, che vo’ fa,
ma a la vecchiaia un ci penso nemmeno

quando guardo cavare le frittelle,
che t’assicuro è un vero godimento,
mi viene l’acquolina nel vedelle

calde, croccanti, appena spadellate,
che mi garba mangialle sul momento
e portalle anche a casa rincartate.


Marzo 2012