CAPITOLO II - FAMIGLIE DEL '900

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SODINI (1950 ca. - 1962/63 ca.); mezzadri; Casapera/Magione/Belvederino.
Mancano precisi punti di riferimento per questa famiglia di mezzadri che è ricordata ai poderi Casapera, Magione e Belvederino. Non si conosce la data esatta del loro arrivo a Casapera ai primi anni Cinquanta, né da dove provenissero; si sa però che nell’anno 1957 lasciarono il podere ai Baldi e la famiglia, che prima della morte del vecchio Santi nel 1953 contava dieci persone, si sposta alla Magione. Forse uno dei figli di Santi, Pietro, con la moglie Santina Pianigiani, deve essere rimasto alla Magione cinque o sei anni se nel 1961 vi si sposa la figlia Lorena di 17 anni con un minatore di Poggibonsi, un certo Casagli. Invece l’altro figlio Luigi, il capoccio a Casapera, con la moglie Marianna Baldi, dopo un periodo trascorso tutti insieme, si deve essere diretto a Belvederino che abitarono per un certo periodo. Don Ottorino segnava in quel podere: “Sodini 3”, come ultima famiglia. Tra i giovani si ricordano Gino (1934), Vasco (1940) di Luigi, Lorena (1944) e Rolando (1948) di Pietro. Nessuno rammenta la data del loro definitivo abbandono di Quercegrossa.




SOLVENTI (1912-1927); cantonieri; Gallozzole; dalla Ripa di Basciano.
Ademaro Solventi fu Sotero, cantoniere di professione, prese dimora alle Gallozzole il 1 ottobre 1912. Erano cinque persone: tre maschi e due femmine. Il babbo Sotero, figlio di ignoti, senz’altro un orfano dell’Ospedale, era nato nel 1837 e nel 1901 abita alla Ripetta di Basciano, accanto ai Buti, e di professione fa il cantoniere. La figlia Maria di 33 anni "Sembra stia al servizio a Napoli", annota il messo comunale. Ademaro eredita la professione del babbo e si trasferisce alle Gallozzole con la moglie Cesira Nencini e i figli tra cui Elena che morirà il 9 febbraio 1919 a 13 anni. La morte dell’ 80enne mamma Ottavia Agnorelli il 12 gennaio 1923 e quella dello stesso Ademaro nel 1926 ci fanno fissare intorno al 1927/28 la partenza della famiglia dalle Gallozzole. Il di lui figlio Quirino pagò l’ultima quota della Compagnia nel 1928.




STARNINI AGOSTINO (1943 - 1975 ca.); casieri/operai; Castello/Leccino; da Rapolano.
Starnini_1 Agostino era casiere e tuttofare al Castello dai Pratellesi. Abitavano la prima casa a destra venendo da Quercia, il primo ingresso dopo le scalette, e alla fine degli anni Cinquanta si trasferirono al Leccino. Piccola famiglia di quattro persone, giunsero da Rapolano nel 1943 e lasciarono Quercegrossa nel 1964. "Il logaiolo Starnini lavorava le terre intorno alla fattoria poi a giornata faceva lavori vari in fattoria, esempio in cantina ecc.". Agostino, un brav’uomo, nato nel 1903 a Rapolano aveva sposato Faustina Mannucci nel 1927 e da questa unione erano nati Franco nel 1930 e Osanna nel 1936. Mentre il babbo lavorava al Castello, Franco apprese il lavoro di falegname e successivamente si trasferì a Roma, dopo aver sposato Caterina Costanzi di Quercegrossa il 21 settembre del 1958. Osanna cercò lavoro nei vari servizi in famiglie senesi, trasferendosi poi a Roma dove si sposò e nacque Patrizia. La bambina crebbe a Quercegrossa e la ricordo impegnata in parrocchia a 17/18 anni. Mite e modesta ragazza stava con i nonni nelle case del Leccino dove rimase fino agli anni Settanta. Poi, per lavoro tornò definitivamente a Roma insieme agli anziani nonni richiamati presso di sé da Franco. Morirono entrambi a Roma senza rivedere Quercegrossa.

Agostino Starnini con i giovani Giancarlo e Bernardino.





Faustina e Patrizia nel 1960





STARNINI ALEARDO (1946 ca. - 1958 ca.); mezzadri; Gallozzole; da S. Dalmazio.
Nativi anch’essi da Rapolano, ma senza nessuna parentela, almeno recente con gli Starnini del Castello, abitarono alle Gallozzole. Non ci sono date esatte per i movimenti di questa famiglia, ma probabilmente arrivarono a Quercia nel 1946 e occuparono il posto che era stato dei Nannini. Sempre per notizie attendibili si può assegnare agli anni 1957/58 la data della loro partenza, quando lasciarono il podere ai Carli. Non essendoci il fattore alle Gallozzole, era Aleardo Starnini che faceva un po’ da casiere e un po’ da fattore, e coltivavano tutti il podere. La famiglia, con i vecchi genitori Ettore e Anita, era guidata da uno dei due figli, Aleardo (1913) che con la moglie Orlandina si portava dietro quattro figlioli: Aurelio, Alberto, Graziella e Lucia, tutti nati a S. Dalmazio dal 1935 al 1942, da dove certamente si misero in cammino per le Gallozzole. L’altro fratello Gherardo, del 1919, detto “Velardo”, col soprannome “il Lungo”, aveva sposato Elsa Borghi di Talamone ed ebbe un figlio a Quercegrossa, Luciano, nato nel 1947. Famiglia socievole, presente in paese, ha lasciato a Quercia il triste ricordo della morte di Graziella avvenuta per malattia il 28 ottobre del 1951. Aveva 12 anni quando la meningite prese lei e la sorella Lucia che riuscì a guarire. La sua tomba, con una stele spezzata, è stata in evidenza nel cimitero per tanti anni. Ora è stata demolita, ma il ricordo rimane. Quando lasciarono le Gallozzole, Gherardo fu uno di quelli che corse dietro alla Cice diretta a Prato per impiegarsi nell’industria laniera. Poco tempo prima, una domenica mattina, dopo la messa ed essersi intrattenuto alla bottega, Gherardo in motorino tornava a casa per il pranzo, ma non girò alla curva dei colonnini e si fratturò una gamba battendola nel duro cemento. Rammento che dopo dieci minuti tutta Quercia era alle girate a vedere che cosa era successo.




STAZZONI (1938 - Residenti); mezzadri; Casino/Quercegrossa; da Ferale (Radda).
Una delle famiglie più note di Quercegrossa, famosa per la possanza dei suoi componenti, è quella degli Stazzoni. Contadini di razza robusta, non a caso Mario è diventato "Marione", giunsero al podere Casino nel marzo del 1938 provenienti Ferale in Comune di Radda. In precedenza avevano dimorato a Galenda di S. Giusto in Salcio e il capoccio Pasquale era nato a S. Polo in Rosso nel 1880. Erano otto persone con Pasquale e la moglie Palmira Salvini, nata a Lecchi in Chianti nel 1887 e sposata a Gaiole nel 1908. I sei figli, tutti nati a S. Giusto in Salcio, ma battezzati sia a S. Polo che a S. Giusto in Salcio dal 1910 al 1924, erano Annunziato detto “Nunzio” del 1910, Dino (21 febbraio 1912), Mario (15 maggio 1917), Annunziata (27 febbraio 1919), Ezio (1921) e Antonia (1924). Insieme formavano una inesauribile forza di lavoro adeguata a un discreto podere come il Casino che coltivarono per 35 anni fino al quando acquistarono lo stabile ex Dopolavoro ed ex Società e, dopo averlo ristrutturato aggiungendovi un piano, vi tornarono nel 1972.

Nel campo con Brunetto (braccia incrociate) e Dino Stazzoni. A sinistra Palmira.

L’abbandono del podere del Casino mise fine alla loro storia nella mezzadria. In questo lungo periodo di tempo vissuto al Casino gli Stazzoni condussero vita laboriosa e furono soggetti a tutte quelle vicende umane tipiche di ogni famiglia ad incominciare dai matrimoni che, ad esclusione di Ezio entrato nei Carabinieri e sposato fuori parrocchia, gli altri fratelli contrassero tra il 1946 e il 1952 in Quercegrossa e S. Leonino. Nel 1946 furono due gli sposalizi in casa Stazzoni, con Annunziata coniugata a 27 anni il 27 aprile del 1946 con Gino Mori di Mucenni e Dino che sposò Maria Bussagli di Pietralta. Da questo matrimonio nacque Enzo nel 1947. Segui il 16 ottobre del 1948 quello di Antonia che si maritò in S. Eugenia con Pietro Pizzichi delle Volte e l’anno successivo, nella chiesa di S. Leonino, Nunzio prese in moglie Vittoria Mori fu Tobia il 23 febbraio 1949. L’ultimo matrimonio festeggiato in casa Stazzoni fu di Mario che prese moglie all’Olmicino sposando Dina Nocciarelli il 28 settembre 1952 con viaggio di nozze a Firenze e Cesena, ospiti del fratello Ezio. Mario e Dina ebbero Simonetta e Francesco (1956). L’età media degli sposi di casa Stazzoni fu piuttosto alta e ciò va senz’altro attribuito al periodo bellico che vide tre fratelli arruolati, ad esclusione di Nunzio, con Marione bersagliere in Grecia, decorato con la croce di guerra. Tante le memorie di famiglia ad incominciare dalla prima grande guerra dove Pietro Stazzoni allora a S. Polo, padre di dieci figlioli, tre femmine e sette maschi, diede il suo contributo alla patria con tutti i sette figli maschi sotto le armi. Dai registri di battesimo di S. Polo in Rosso si conoscono i nomi di questi ragazzi, nati dal detto Pietro e Rosa Viligiardi: Pasquale (20 aprile 1880); Giovacchino (1883); Fortunato (1884); Annunziata (1887); Carlo (1888); Giocondo (1890); Filomena (1891); Francesco (1894); Ottavio (1896). Si ricorda che l’ultimo nato del 1900, del quale non si conosce il nome, fu tra gli arruolati. La famiglia patì la perdita di un fratello e l’unico caduto fu forse Giovacchino detto "Giaco" o forse l’ultimo arruolato di nome Giacomo? Tra gli altri ricordi di famiglia una foto del nonno Angiolo circondato da 36 nipoti. Angiolo dovrebbe essere padre di Pietro, nato intorno al 1845/55 e figlio di Giovanni dei primi decenni dell’Ottocento. Nel podere dei nonni di proprietà Ricasoli gli Stazzoni erano la famiglia più antica e il Ricasoli “gli mandava la disdetta (platonica) allo scadere dei cento anni”. Ottennero anche il riconoscimento per questa anzianità.
Tornando a Quercegrossa, negli ultimi anni del Casino si registra che il vecchio Pasquale si spenge il 3 luglio del 1965 all’età di 85 anni e quattro anni dopo Palmira lo raggiunge il 21 novembre del 1969. Degli Stazzoni tornati nella nuova abitazione di Quercegrossa, Annunziato fu il primo ad lasciare questo mondo e Dino morì a 81 anni il 23 luglio 1994, mentre Marione festeggia i 90 anni, portati egregiamente, insieme alla moglie Dina. Le cognate Vittoria Mori e Maria Bussagli invece mancarono rispettivamente il 4 dicembre 1975 e il 14 aprile 1983.

Da sinistra: Pasquale, Annunziato ed Ezio Stazzoni.







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