MANTOVANI   ALDO
(Bubbolo) 4/30

Nato a Siena il 4 dicembre 1891 (vedi battesimo)

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La fama di Bubbolo è affidata, ancor più che alle sue quattro vittorie, ad un fatto di cronaca nera avvenuto il 16 agosto 1949.
Quel giorno Bubbolo avrebbe corso il Palio nella Tartuca, con elevate probabilità di vittona, se non fosse stato squalificato con provvedimento d’urgenza per avere nel corso della Provaccia buttato giù da cavallo Randellone, fantino della Selva, che forse lo aveva provocato e che soprattutto aveva il torto, agli occhi di Bubbolo di essere subentrato a sorpresa, nel ruolo di fantino di Vallepiatta, a Chiccone già venduto alla Tartuca.
Nel primo pomeriggio di quello stesso giorno Bubbolo, con alcuni suoi congiunti, si recò nella Selva, forse per fare la pace, come egli disse in seguito, ma vi trovò un’accoglienza tutt’altro che pacifica.
Scoppiò una furibonda rissa che ebbe un tragico epilogo. Bubbolo ebbe il ventre squarciato da una coltellata di un selvaiolo e per poco in quello giorno non passò dalla probabile gloria nel Campo alla gloria del Paradiso.
La sera la Selva vinse il Palio con Moro, succeduto allo squalificato Randellone, ma i festeggiamenti per la vittoria furono turbati dall’arrivo dei Carabinieri impegnati ad accertare le responsabilità penali di quanto accaduto.
L’episodio della coltellata a Bubbolo, tramandato di padre in figlio, raccontato infinite volte da senesi e forestieri e forse anche travisato, essendosi ingenerata la credenza, contro la verità storica, che la coltellata avesse vendicato un tradimento consumato a danno della Selva, è comunque entrato nella storia del Palio ed ancor oggi fra i vecchi contradaioli, sono pochi quelli che non hanno mai detto al proprio fantino: “Occhio, perché se non fai il tuo dovere, ti si fa quello che fecero i selvaioli a Bubbolo nel ’19, ti si mettono le budella in mano”.
In tempo di Palio, si sa, se ne dicono tante...

Aneddoto tratto da "Ora come allora" di E.Giannelli e M.Picciafuochi





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