INNOCENTI   ANGELO
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Nato a Castelfranco di Sopra (AR) il 12 agosto 1854 (vedi fede di nascita)


* 2 luglio 1877 OCA Grigio di A.Amaddii

* Palio sospeso per sopraggiunta oscurità a seguito di incidenti.

La storia di Angelo Innocenti evoca gli antichi miti che ispirarono i classici della tragedia greca.
È la storia di un giovane in cerca di gloria che chiede agli dei il dono di fargli correre il Palio.
Gli dei esaudiscono il suo desiderio, ma per un un loro disegno segreto, esagerano nel concedergli la grazia: lo fanno esordire il 2 luglio 1877 nell’Oca, che non vince da nove anni e che ha avuto in sorte il grigio di Arcangelo Amaddii vincitore del Palio precedente.
La cronaca del suo unico Palio riferisce di una prima fase burrascosa e di un clima assai teso, in cui va ad inserirsi la corsa vinta dall’Oca, ma una corsa assolutamente irregolare, che non poteva essere e non fu convalidata.
Era accaduto che il fantino dell’Oca, partito in testa insieme alla Torre, allo scoppio del mortaretto che annullava la mossa, ribellandosi istintivamente all’idea di veder infrangersi il sogno della sua vita, aveva proseguito la corsa fino al termine del terzo giro.
Nonostante la palese irregolarità, gli ocaioli corsero sotto il palco dei Giudici pretendendo il Palio, fra le vibranti proteste delle altre contrade, che reclamavano giustamente la ripe­tizione della corsa.
Scattò allora una temeraria mossa strategica di Fontebranda, che tentò di far uscire rapidamente da Piazza il cavallo e il fantino per dissuadere i Giudici dal proposito di far ricorrere il Palio.
Senonché al barbaresco dell’Oca fu impedito di allontanarsi con il cavallo, mentre il fantino se ne era già andato.
In un clima sempre più concitato fu comunque deciso che la corsa fosse subito ripetuta e che l’Oca vi partecipasse con il cavallo scosso, ma il grigio dell’Amaddii contestò la propria condizione di inferiorità rendendo vano ogni tentativo di farlo entrare fra i due canapi.
Sopraggiunta l’oscurità, il Palio fu sospeso.
La mattina del giorno dopo la Giunta Municipale stabilì che il Palio fosse corso di nuovo quella sera, ma nel pomeriggio la Prefettura intervenne e proibì l’effettuazione della corsa per motivi di ordine pubblico.
Il fantino dell’Oca, colpevole di aver scatenato quell’indecente pandemonio, fu squalificato a vita e destinato a rimanere nella storia del Palio come unico esempio di fantino squalificato a vita all’esordio.
Gli dei non avevano voluto che un mortale che portava nel proprio nome e cognome, Angelo Innocenti, i simboli del candore e della purezza sfidasse l’ironia della sorte diventando un fantino del Palio.
Aneddoto tratto da "Ora come allora" di E.Giannelli e M.Picciafuochi

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