16 agosto 2013
ONDA


CAPPOTTO REALIZZATO DA TITTIA

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine


Osvaldo OCA Tremendo
Mocambo BRUCO Amsicora
Morosita Prima ONDA Tittia
Lo Specialista LUPA Scompiglio
Porto Alabe TARTUCA Grandine
Polonski TORRE Girolamo
Oppio NICCHIO Trecciolino
Naikè AQUILA Gingillo
Phalena CHIOCCIOLA Voglia
Nicolas de Pedra Ulpu SELVA

MOSSIERE: Bartolo Ambrosione


    



CAPITANO: Riccardo Coppini
TENENTI: Jacopo Castagnini, Aldemaro Marchetti, Roberto Lusini
PRIORE: Massimo Castagnini
VICARI: Gianni Nardi, Alessandro Toscano, Massimo Spessot
BARBARESCO: Mirko Gentilini

La contrada non vinceva dal 2 luglio 2012
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 2013




VINCE L’ONDA. CORSA FANTASTICA PER “TITTIA” SU MOROSITA PRIMA
Esulta il popolo di Malborghetto con il suo quarantesimo Palio

L’Onda è volata sul tufo. E’ finita la spasmodica attesa che ha caratterizzato questi quattro giorni. Giovanni Atzeni, detto Tittia, su Morosita Prima (una femmina baio oscuro di 8 anni), ha portato la vittoria al popolo di Malborghetto. Per lui è la quarto Palio vinto, per l’Onda il quarantesimo.
Oca, Bruco, Onda, Lupa, Tartuca, Torre, Nicchio, Aquila e Chiocciola si sono allineate fra i canapi, con la Selva di rincorsa, mentre il sole, infuocato, lambiva ancora gli antichi palazzi di Piazza del Campo. Un meraviglioso catino umano che ha atteso per ore guardando sfilare la storia di Siena e con questa l’antica passione per una corsa che è stata definita “dell’anima”.
A nulla è servito il guizzo della Lupa inseguita dall’Oca, Tartuca e Nicchio.
Alla prima curva del Casato l’Onda era già in terza posizione, quando vi girerà la seconda volta è in testa. Vi resterà fino alla fine inseguita, invano, dal Nicchio e dalla Torre. Tittia ha fatto “cappotto”, vista la vittoria riportata lo scorso luglio con il giubbetto dell’Oca. Tre giri, in bilico tra sogno e realtà, mentre il cuore pulsava impazzito e il cervello cercava di anticipare l’esito. Sbaragliate le previsioni. Ancora una volta. Nessuna novità: è il Palio di Siena. Qui è il fato a giocare la mossa vincente. Al di là degli accordi tra fantini, al di là delle strategie, minuziosamente pianificate dalle dirigenze contradaiole, al di là della bravura, sia del fantino sia del cavallo. La sorte è la magica incognita e regna sovrana su tutto ciò che è materia.
La corsa è finita. Il cavallo vittorioso viene abbracciato e baciato, come l’uomo che lo ha condotto al galoppo. Tutta la Contrada si è stretta, in un abbraccio di bandiere, ai due vincitori per poi recarsi in Duomo a ringraziare la Madonna assunta in cielo, patrona e regina di Siena, alla quale viene dedicato il Palio di mezz’agosto. Con loro il drappellone, dipinto da Cesare Olmastroni e Cecilia Rigacci, l’ambito premio per il quale sono state versate lacrime di gioia in un gioco senza tempo disputato, due volte all’anno, in questa città capace, come nessun’altra, di tenere le sue tradizioni strettamente intrecciate al presente per poterle, così, lasciare al futuro.
Il Palio adesso è finito. Rimangono i festeggiamenti dell’Onda. Nel rione bianco celeste sarà festa per giorni e giorni. Tutti a ricordare, tutti a rivivere, nel replay della memoria, quel momento di gloria proprietà di un solo popolo, ma vissuto da tutta la città.



i Masgalani                 
                




















LE CADUTE DEI FANTINI














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