16 agosto 1999
CHIOCCIOLA

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
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Votta Votta CHIOCCIOLA Massimino II
Lupo del Cimino GIRAFFA Pinturicchio
Urban II AQUILA Ciclone
Paola Barale DRAGO
Verkos ISTRICE Bighino
Toula OCA Clemente
Venus VIII LEOCORNO Cianchino
Vanity Girl CIVETTA Trecciolino
Vasto TARTUCA Il Bufera
Re Artù VALDIMONTONE Il Pesse

MOSSIERE: Enzo Giorgi


    



CAPITANO: Massimo Lotti
PRIORE: Walter Munaretto
MANGINI: Alessandro Maggi - Luca Pierini - Paolo Verdiani
BARBARESCO: Andrea Calamassi

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1982
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1994




La Chiocciola si porta a casa un Palio che ha il sapore della rivincita per tutti i suoi protagonisti: per la Contrada di San Marco, a digiuno da diciassette anni, costellati da delusioni e dalla "rinascita" tartuchina degli anni novanta; per il fantino Massimino, dato da molti per finito, dopo che, a fronte di un ottimo inizio di carriera, la sua stella sembrava offuscata prima dalla sfortuna e poi da una serie di prestazioni mediocri fornite in molte Contrade che avevano riposto fiducia in lui; ed infine, grande rivincita anche per Votta Volta, bollata, dopo sette Carriere corse senza fortuna, come "cavallo da purga". La tratta, rinviata al pomeriggio per maltempo, fa felice il Montone, a cui tocca Re Artù, vittorioso l'anno prima per il Nicchio. Nelle prove, per la prima volta nella storia, non si registra nemmeno un cambio di monta. Tutti i fantini presenti nella seconda prova - la prima era saltata per il maltempo - arrivano al Palio. Le sorprese non mancano: nell'Istrice, sul grigio Verkors, c'è il giovanissimo Bighino, il rientrante Cianchino veste per la prima volta il giubbetto del Leocorno, mentre vi è da registrare il "ritorno alle origini" per Il Pesse e Trecciolino. Sul verrocchio, dopo le polemiche di luglio, Enzo Giorgi sostituisce Mario Turner. I tempi della mossa si allungano per l'infortunio occorso a Trecciolino, il quale, colpito dal nervoso Verkors, è costretto a ricorrere alle cure del medico, rimontando a cavallo con un ginocchio dolorante. Massimino appare tesissimo: sa di avere una grande occasione per vincere, forse l'ultima. Il fantino della Chiocciola cerca più volte l'intesa col Pesse che è pressato anche dal Bufera. Intanto continua lo spettacolo di Verkors che con le sue evoluzioni crea numerosi problemi, tanto che Bighino non riesce a restare in groppa al suo cavallo. L'allineamento successivo soddisfa Il Pesse che decide di entrare: va in testa la Civetta seguita all'interno dalla Chiocciola e all'esterno dalla Tartuca; notevolmente in ritardo l'Aquila, l'Istrice e il favorito Montone. La generosa corsa di Trecciolino termina con una caduta prima di San Martino, dove dall'interno la Giraffa prende il comando. L'azione di Pinturicchio è però troppo veemente e finisce con la caduta che coinvolge anche Montone, Drago e Oca; Tartuca e Aquila vanno ai materassi ma non cadono. Da questa caduta generale esce indenne la Chiocciola che passa in testa con un ottimo margine su Leocorno e Istrice. Il duello fra Cianchino e Bighino favorisce la corsa di Massimino e Votta Votta. Mentre Istrice e Leocorno si alternano in seconda posizione, ostacolandosi in maniera determinante, al terzo san Martino cade la Tartuca. Massimino controlla il ritorno di Cianchino e nella Chiocciola inizia la festa. Subito dopo la Carriera il barbaresco del Nicchio ferma la corsa dello scosso del Montone, sottraendolo alla custodia dei rivali, il che farà nascere alcuni scontri fra le due Contrade.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)
















LE CADUTE DEI FANTINI








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NUMERO UNICO


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