2 luglio 1996
OCA



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
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* Fantino esordiente

Tarantola ISTRICE Massimino II
Musetto TORRE Aceto
Penna Bianca LEOCORNO Cittino II
Trastullo BRUCO Stoppa
Imco Flaming AQUILA Tremoto
Bella Speranza VALDIMONTONE Il Pesse
Maranello SELVA Bastiano
Minoredda CHIOCCIOLA Andrea *
Quarnero OCA Trecciolino
Naomy GIRAFFA Il Bufera

MOSSIERE: Amos Cisi


              



CAPITANO: Fulvio Bruni
GOVERNATORE: Lorenzo Fondelli
MANGINI: Riccardo Lusini - Rodolfo Montigiani
BARBARESCO: Lorenzo Fontani

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1985
Primo Palio vinto da questo fantino




Il Montone esulta e spera nella vittoria presentando un'accoppiata fortissima, Il Pesse e Bella Speranza, già vittoriosa nel Palio precedente. Per il resto Naomy, al suo quarto Palio consecutivo, tocca alla Giraffa; l'unico mezzosangue dei dieci, Quarnero, va nell'Oca, che da fiducia a Trecciolino, reduce da un'annata molto negativa. Gli altri sette cavalli sono tutti purosangue all'esordio. Si preannuncia un Palio caldo, anche perché dopo ben sei anni Torre e Oca si ritrovano a confronto. Nelle prove Aceto passa dall'Aquila alla Torre che gira Stoppa al Bruco, orfano di Cianchino infortunatosi nella Prova Generale. La mossa non ha tempi lunghi: dopo qualche esitazione Bufera entra, partono in testa Bruco, Leocorno e Torre, nettamente sorprese Aquila, Chiocciola e Selva. Al primo San Martino il Bruco gira largo e cade, lasciando via libera alla Giraffa che però finisce ai materassi col Bufera che resta miracolosamente in groppa a Naomy. Il favorito Montone, ripresosi dopo una partenza mediocre, prende la testa; il barbero del Bruco Trastullo prosegue la sua corsa scosso. Anche l'Oca ha ben recuperato: Trecciolino e Aceto si contendono la seconda posizione a suon di nerbate. Il vecchio Aceto non riesce a contenere Trecciolino che si avvicina minacciosamente al Montone. Al secondo San Martino cadono Leocorno e Aquila; Trecciolino approfitta di uno sbandamento dello scosso del Bruco e si prepara a sferrare l'attacco decisivo. All'inizio del terzo giro il fantino dell'Oca non esita a nerbare il Montone la sua Contrada di nascita (appartenenza) e passa all'esterno compiendo il suo capolavoro. Trecciolino e Quarnero sono ormai imprendibili, Il Pesse molla del tutto, mentre la rimonta del generoso Trastullo risulta vana. L'Oca rompe un digiuno di undici anni, il più lungo del secolo, escluso quello durato dal 1934 al 1948, appesantito dall'interruzione bellica. Trecciolino coglie il suo primo successo dopo dieci presenze, con una prestazione strepitosa, giostrata col nerbo e col coraggio. Le nerbate del fantino dell'Oca pongono fine alla carriera di Aceto che a cinquantatre anni saluta il Palio in maniera ingloriosa, anche se un suo clamoroso ritorno è sempre possibile. Ultima presenza, a tutt'oggi, anche per Silvano Vigni detto "Bastiano", fantino di punta con le sue trenta presenze e le sue cinque vittorie. Per finire due curiosità statistiche: dopo undici anni tornava in Piazza Francesco Congiu detto "Tremoto"; da undici anni la Giraffa mancava dalla posizione di rincorsa. Entrambe le circostanze si sarebbero rivelate ritorni "fortunati" per l'Oca, che non otteneva la vittoria proprio dal due luglio 1985. Dopo questo Palio inizia per l'Istrice il periodo più nero della propria storia: infatti la Contrada di Camollia non aveva mai atteso più di ventun'anni una vittoria.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)

















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