16 agosto 1964
CHIOCCIOLA

DEDICATO AL 4° CENTENARIO DELLA MORTE DI MICHELANGELO


CAPPOTTO REALIZZATO DA PEPPINELLO

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine

Beatrice ISTRICE Canapetta
Zaffira ONDA Giove
Olimpico PANTERA Canapino II
Daria TORRE Rondone
Dubba CIVETTA Tristezza
Zanetta SELVA Mezz'etto
Topolone BRUCO Aceto
Danubio della Crucca   CHIOCCIOLA Peppinello
Arianna LEOCORNO Vittorino
Selvaggia OCA Bozzolo

MOSSIERE: Wilson Pesciatini


    



CAPITANO: Mario Bruttini
PRIORE: Aldo Sebastiani
MANGINI: Dante Bruni - Alfio Rinaldi - Fiorenzo Lenardon
BARBARESCO: Gino Lotti

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1957
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1964




L’incredibile finale di questo Palio ha il suo prologo con due episodi avvenuti nei giorni delle prove. L’Oca decide di affidarsi al promettente Peppinello, il quale, però, dopo la prima prova riesce ad eludere la sorveglianza ocaiola eclissandosi sotto la protezione dei torraioli con cui si era accordato. In Fontebranda arriva Bozzolo, il disappunto è notevole, ma tutto scorre liscio fino alla Provaccia. Il fantino della Chiocciola, Vincenzo Graziano detto "Solitario", cade da Danubio infortunandosi seriamente, a poche ore dal Palio la Contrada di San Marco è senza monta. I dirigenti chiocciolini cercano il giovane Pel di Carota che però è irreperibile: l’unica strada è chiedere Peppinello alla Torre, che acconsente. La segnatura dei fantini si tiene con notevole ritardo, gli ocaioli non l’hanno perdonata a Peppinello che viene esentato a partecipare al Corteo storico per motivi di ordine pubblico. Si arriva al Palio in un clima tesissimo, favorite Istrice, Onda, Bruco e Leocorno in cui si rivede Vittorino reduce dalla squalifica. Dalla mossa esce prima la Torre, nonostante l’Oca di rincorsa. Quando il gruppo è all’altezza di Fonte Gaia, nei pressi dei palchi, un figurante dell’Oca sferra un calcio verso Peppinello che sbilanciatosi cade poco più avanti. A San Martino la Torre è ancora prima seguita dall’Istrice, dalla Civetta, dall’Onda e dal Bruco, Tristezza e Giove cadono, mentre Aceto riesce a rimanere in groppa a Topolone. Al secondo San Martino ci sono sempre in testa Rondone e Daria, dietro l’Istrice, la Selva e Danubio scosso in grande rimonta, il Leocorno risalito in terza posizione non riesce a girare e per Vittorino il Palio finisce. Sembra fatta per la Torre, ma la beffa è dietro l’angolo, la rimonta di Danubio è inarrestabile e si concretizza al terzo Casato, con Rondone nettamente sorpreso. È Chiocciola, ma a fine corsa si diffonde la voce che Danubio non ha corso i tre giri, la prova fotografica fuga però ogni dubbio gettando nello sconforto i torraioli, beffati da una serie di coincidenze incredibili. Nell'Oca grande festa per il figurante che con la sua scorrettezza ha favorito il "destino". Peppinello, pur avendo vinto i due Palii del 1964 non può presenziare alle Cene della Vittoria per timore di ripercussioni ocaiole.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)


posto in palco                  MASGALANI
















LE CADUTE DEI FANTINI











NUMERO UNICO