16 agosto 1908
VALDIMONTONE



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

B. di A.Semplici OCA Rombois *
G. di O.Fiaschi CHIOCCIOLA Chiccone
Stella di A. Tonini VALDIMONTONE Nappa
Gobba LEOCORNO Pioviscola
G. di A.Neri LUPA Pallino
Calabresella SELVA Rosso
M. di L.Franci ONDA Fulmine
B. di E.Forconi GIRAFFA Rancani
G. di A.Mattii ISTRICE Tabarre
G. di A.Mattii TARTUCA Testina

MOSSIERE: Lodovico Balli


      Contradaioli del Valdimontone che festeggiano la vittoria



CAPITANO: Pietro Bianciardi
PRIORE: Mario Bianchi Bandinelli

La contrada non vinceva dal 28 settembre 1902
Il fantino non vinceva dal 16 agosto 1906




Il Montone è il favorito assoluto di questo Palio con la fortissima Stella ed il rientrante Nappa, determinato a vincere. La Selva ha di nuovo in sorte Calabresella, il Leocorno conferma Pioviscola su Gobba. L'Oca concede fiducia al debuttante Rombois e cede Picino all'Istrice, alla terza prova però il fantino di Ronciglione si infortuna e viene sostituito dal vecchio Tabarre. La Lupa monta Pallino e gira Il Rosso alla Selva che scarica Martellino. La mossa è molto confusa, l'Istrice cade al canape, parte prima l'Onda, con il rientrante Fulmine, seguono Oca, Lupa, Montone e Leocorno. A San Martino l'Onda è sempre al comando, Pallino prende in consegna Rombois e lo porta ai materassi. Nelle retrovie Tartuca e Chiocciola si nerbano violentemente, con Testina che non lascia tregua a Chiccone. Il Montone ha un guizzo e prende la testa davanti al Palco delle Comparse per non mollarla più. Il Palio non ha più storia, Nappa conquista la sua terza vittoria, precedendo l'Onda. Cappotto personale per il barbero Stella. Dopo trentotto presenze, abbandona il mondo del Palio Francesco Ceppatelli detto "Tabarre", fantino di Volterra, uno dei grandi protagonisti di fine ottocento con le sue dieci vittorie conquistate su sole quindici carriere disputate dal luglio 1888 al luglio 1895, una media di successi da record.

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)