18 agosto 1907
LUPA

Palio con cavalli scossi



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

Gobba LUPA  
B. di L.Franci ONDA  
Stella di A. Tonini ISTRICE  
B. di A.Montechiari TORRE  
Stornino SELVA  
B. di U.Betti AQUILA  
M. di A.Tonini VALDIMONTONE  
Calabresella OCA  
G. di A.Mattii GIRAFFA  
B. di A.Semplici BRUCO  

MOSSIERE: Pasquale Meucci

CAPITANO: Alessandro Sergardi Biringucci
PRIORE: Tito Bartalucci

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1899
Corsa svoltasi con i cavalli scossi




L'ultima corsa con le perette, dove i cavalli senza fantino correvano pungolati da un oggetto con punte acuminate detto appunto peretta, fu disputata nel 1907 il 18 agosto; tutto andò bene per due giri, poi un cavallo si fermò a San Martino e quasi tutti lo imitarono. Rimasero a lottare soltanto i cavalli dell'Aquila e della Lupa ed alla fine prevalse quest'ultimo. Appena terminata la corsa moltissima gente entrò nella pista e fu difficilissimo fermare i cavalli; ci furono attimi drammatici anche nel centro della Piazza a causa di un fuggi fuggi generale perché sembrava che un cavallo fosse penetrato all'interno della conchiglia. La corsa suscitò anche la protesta del presidente della società fiorentina della Protezione Animali che ricordò che gare del genere erano state proibite fin dal 1884 e chiese, dato che le perette producevano delle lacerazioni all'animale e quindi sofferenze non comuni, che non fossero più ripetute. Il sindaco rispose dicendo che avrebbe fatto in modo che ciò non avvenisse più e mantenne la promessa. Fortuna che il sensibile amico degli animali fiorentino non avesse letto quanto disponeva il regolamento del Palio altrimenti avrebbe sicuramente rischiato l'infarto. Il capitolo XXII infatti così recitava: «ad oggetto poi di prevenire, per quanto è possibile, che non seguano disgrazie a fantini e cavalli resta prevenuto che i cani i quali si troveranno vaganti nella piazza il giorno delle prove e corsa, tanto avanti che dopo la consueta perlustrazione dei Reali Cacciatori a cavallo, saranno presi ed avvelenati».

(Da "Palio XX SEcolo")