2 luglio 1906
OCA



L'ordine Ŕ quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei cavalli, su quelli dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

B. di A.Ciacci LUPA Benvenuto
B. di V.Bonelli NICCHIO Scansinetto
Ida PANTERA Martellino II
B. di U.Betti OCA Picino
M. di G.Beligni ONDA Volpi Antonio
B. di N.Rossi CIVETTA Vigni Tito *
S. di E.Forconi SELVA Rancani *
Stornino TARTUCA Zaraballe
G. di T.Vigni AQUILA Nappa
M. di A.Tonini LEOCORNO Popo

MOSSIERE: Amerigo Pellegrini


     



CAPITANO: Emanuello d'Elci Pannocchieschi
GOVERNATORE: Carlo Alberto Ficalbi

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1903
Il fantino non vinceva dal 17 aprile 1904
Per la prima volta le contrade che non corrono prendono parte al corteo storico




Ida e Stornino fanno ben sperare Pantera e Tartuca, in Stalloreggi, Martellino sostituisce Fulmine, in Castelvecchio arriva il pugliese Zaraballe sin dalla prima prova. Nella Selva, Rancani prende il posto di Caino, nella Civetta il debuttante Tito Vigni subentra a Nello Magnelli. La terza prova non si corre per il maltempo. La mossa da il via ad un Palio molto lottato, partono al comando Lupa, Onda, Leocorno, Nicchio ed Oca, le favorite Pantera e Tartuca perdono giÓ in partenza le loro possibilitÓ di vittoria. La Lupa ed il Nicchio girano primi a San Martino, tra le prime si inserisce l'Aquila, cadono Leocorno ed Onda. Le contrade di testa proseguono la loro corsa fra un turbinio di nerbate, Benvenuto, Scansino e Nappa non riescono a rintuzzare il ritorno di Picino che si concretizza al secondo giro. L'Oca prende saldamente il comando della carriera, Picino corre come il vento sul baio del fantino Olisse Setti detto "Bozzetto". Le inseguitrici si massacrano di nerbate favorendo la netta vittoria ocaiola. Picino alla sua prima presenza nell'Oca centra la vittoria, atto d'inizio di una lunga "dittatura".

(Da "Daccelo!" di Roberto Filiani)