Vinse il Bruco con la cavalla cavezza di moro di Luigi Grandi detto lo Sportaino.
Questa corsa non incontrò il favore del pubblico, sia perchè non vi fu contrasto, sia per gli inconvenienti che accaddero
(
cfr.).
Presentatisi i fantini alla mossa, tre di essi, tra i quali quello dell'Oca, posti con troppa sollecitudine i cavalli in carriera urtarono nel canape rovesciando a terra.
Il fantino dell'Oca non fu più in grado di correre, onde alcuni popolani appartenenti a quella Contrada mentre si misero a biasimare ed insultare i giudici insistentemente volevano sostituire al caduto un altro fantino lì presente.
Le loro proteste e richieste furono però vane, e ristabilito l'ordine venne data la mossa dalla quale partì primo il Bruco, che non più raggiunto da alcuno rimase facilmente vincitore.
Il Montone cadde al primo giro di fronte alla Cappella, ed i fantini dell'Onda, Aquila, Unicorno e Civetta arrivati al Casato al 2° giro caddero per la confusione fatta nascere dal cavallo scosso dell'Oca che trovavasi nella pista.
(Da "I quaderni del Griccioli" della Nobil Contrada dell'Aquila)