2 luglio 1855
CHIOCCIOLA



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

M. di A.Vallecchi TARTUCA Zurlino
G. di G.Pasciarelli LEOCORNO Fiorentino
M. di G.Betti DRAGO Ruzzino*
M. di L.Poggialesi BRUCO Bachicche
M. di M.Guglielmi SELVA Gobbo Saragiolo
M. di L.Grandi VALDIMONTONE Gobbo Fenzi
M. di V.Piazzesi OCA Campanino
M. di A.Cicali NICCHIO Monterosi*
B. di G.Merlotti TORRE Figlio di Bonino
M. di S.Franci CHIOCCIOLA Paolaccino

GIUDICI DELLA MOSSA: G.Battista Ottieri della Ciaja e Assunto Grassellini

CAPITANO VITTORIOSO: Stanislao Bacci
PRIORE VITTORIOSO: Alessandro Rossi

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1853
Il fantino non vinceva dal 16 agosto 1854





Vinse la Contrada della Chiocciola correndovi per fantino Pietro Paolo Rocchi detto Paolaccino nel cavallo di Santi Franci della razza Clementini di Cotorniano. Nella mattina alle 10½ col mezzo della strada ferrata giunsero in Siena le loro Altezze reali Ferdinando gran principe di Toscana ed il principe Francesco di Paola conte di Trapani consorte dell'arciduchessa Maria Isabella figlia di sua Altezza imperiale e reale il nostro amatissimo Sovrano, i quali assisterono alla Corsa prendendo posto nella ringhiera del Casino dei Nobili; per cui la vincita della carriera è stata in quel punto avendo a tale effetto la Comunità fatto erigere il solito palchino per i signori Giudici. Le Contrade ammesse alla Corsa erano: Tartuca = Oca = Torre = Nicchio = Unicorno = Val di Montone = Chiocciola = Drago = Bruco, e Selva. La comparsa era decorata dalle due bande, dei Filarmonici e di quella della Comunità la prima diretta dal maestro Brizzi, e l'altra dal maestro Ticci. Alle ore 6¼ le comparse entrarono in Piazza essendo già libero il corso, mediante un vistoso numero di truppa di linea in deficienza di gendarmeria, e con l'ordine prescritto dal relativo regolamento, e terminato il giro delle comparse, e dopo collocati tutti al posto assegnato, venne dato il segno collo sparo del mortaletto incendiato presso la gavina (a sinistra di fonte Gaia), onde i fantini si disponessero a presentarsi al canapo. Adempita la chiama dei fantini per ordine della tratta segreta, ed appena giunti al terzo colonnino voltando al Casato venne contro ogni loro aspettativa calato il canapo (mossa assai giovane) partì primo il Drago [fantino Giovacchino Migliorini], che alla Fonte fu raggiunto dalla Chiocciola, a San Martino passò il Nicchio [fantino Monterosi], alla Pianata fu inseguito dalla Chiocciola, la quale prima si mantenne fino a vincita di Palio. Alla seconda girata il Gobbo Saragiolo che correva nella Selva, andò in San Martino. Gravi nerbate furono scambiate fra i fantini, ma non si ebbero infortunj di cadute di alcuni di essi, per cui si può dirsi che la carriera riescisse sufficientemente combattuta e gareggiata. La Deputazione dei pubblici spettacoli si componeva dei nobil signor conte Bernardo Tolomei cav. Lorenzo Grottanelli de Santi. I Giudici della mossa erano conte Giovan Battista Ottieri della Ciaja Assunto Grassellini. I Giudici della vincita vennero eletti i nobil signor Giovan Battista Brancadori Perini Alberto Alberti Alessandro Arditi Sciarelli. Tutti i Deputati, e Giudici indossarono una divisa a tracolla bianca, e nera, onde per tali venissero riconosciuti, e rispettasti, e così tutto terminò con perfetta calma, e tranquillità. Nella sera con un treno straordinario le loro Altezze partirono alle ore 10 per Firenze. Con Delib. Mag. del 13 luglio 1855 è stato stabilito che la scelta dei cavalli in occasione della loro dazione alle Contrade sia, ed esser debba di esclusiva competenza dei Giudici mossieri e che i Capitani delle Contrade respettivamente ammesse alle Corse elevino il deposito prescritto dal regolamento dalle £ 40 alle £ 50 all'oggetto che l'aumento delle £ 10 serva a garantire la Comunità della spesa di visite del veterinario, giacché se avviene che qualche cavallo per malattia reale non possa essere presentato alle prove la spesa della visita rimarrà a carico della Comunità, ma se d'altronde il cavallo viene giudicato idoneo a correre alle prove, la spesa debba rimanere a carico della Contrada da prelevarsi dalle suddette £ 10.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)