16 agosto 1854
NICCHIO



1° CAPPOTTO REALIZZATO DA PAOLACCINO

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

M. di F.Arrigucci AQUILA Ghiozzo
M. di V.Piazzesi CIVETTA Stralanchi
M. di L.Grandi OCA Campanino
M. di S.Franci PANTERA Partino Minore
M. di M.Amaddii CHIOCCIOLA Gobbo Saragiolo
B. di P.Bandini NICCHIO Paolaccino
B. di P.Cianchelli LUPA Fiorentino *
G. di M.Lotti SELVA Gobbo Fenzi
B. di G.Pasciarelli VALDIMONTONE Pilontra
M. di F.Martini TORRE Fulminante

GIUDICI DELLA MOSSA: G.Battista Ottieri della Ciaja e Assunto Grassellini

CAPITANO VITTORIOSO: Ferdinando Ricci
PRIORE VITTORIOSO: Antonio Buoninsegni

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1847
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1854





Li 15 agosto 1854 Vinse il cavallo bajo balzano descritto al numero 1 nella lista stampata del signor Luigi Cecchi di Roma raccomandato al nobil signor Giulio Bianchi de Bandinelli Paparoni. I cavalli dati in nota furono numero 4 tutti della razza Granducale Toscana. I Giudici delle mosse furono i Sigg Giovan Battista Ottieri della Ciaja e Alessandro Sciarelli Arditi. E quelli della vincita furono i signori Avv. Girolamo Selvi e conte Cesare Bichi Borghesi. Li 16 agosto 1854 I Giudici della mossa furono i Signori conte Giovan Battista Ottieri della Ciaja e Assunto Grassellini e quelli della vincita erano i signori Avv. Federigo Martinozzi, Giovanni Placidi e Ottavio Bonci Casuccini. Nell'ore pomeridiane tutto era disposto, ed un esteso numero di truppa a pago di 140 uomini si trovava in servizio. Contro ogni aspettativa vi fu concorso di carrozze con livree da gala, che fino da molti anni era passato in disuso. Sgombrato il giro delle carrozze, venne dato l'ordine collo sparo del mortaletto del ritiro della popolazione dal circo, e la truppa sgombrò perfettamente. Quindi ebbe luogo l'ingresso delle comparse a forma del regolamento. Allo sparo del mortaretto i fantini si disponevano per presentarsi al canapo, ma alla salita del Casato vi si trovarono sfilati 8 gendarmi di Cavalleria, ed alla chiama del banditore ciascun fantino aveva passaggio per ricevere il nerbo, e collocarsi a linea di un nastro tirato dai lacchè in faccia a Casa d'Elci, distanti 6 colonnini dalla mossa. Quando tutti furono ivi al posto fu calato il canapo, e partirono tutti insieme sorprendentemente, alla Fonte era primo il Nicchio inseguito dalla Selva, e dagli altri, ma alla voltata di San Martino, cadde la Selva, e per conseguenza caddero la Chiocciola, Civetta, Torre, Oca, e Montone; il Nicchio si mantenne sempre primo inseguito dalla Lupa, e Pantera, l'Aquila alla seconda girata smontò di cavallo e si ritirò verso il Casato, per cui riportò la vittoria il Nicchio correndovi il fantino Pietro Paolo Rocchi detto Pierino nel cavallo di Pietro Bandini. Lo spettacolo ebbe fine con perfetta quiete, con una popolazione di circa 40.000 anime.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)