15 agosto 1848
ONDA



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

G. di F.Santini ISTRICE Saltatore
B. di G.Pasciarelli BRUCO Partino Minore
B. di G.B.Bernini AQUILA Stralanchi *
M. di L.Barbetti SELVA Figlio di Bonino
B. di F.Pisani CIVETTA Bichi Savino *
B. di F.Pisani CHIOCCIOLA Piccolo Campanino *
G. di A.Grassellini ONDA Gobbo Saragiolo
B. di G.Baldini TORRE Burchielli Giuseppe *
M. di L.Paolini DRAGO Storto
B. di G.Senesi LUPA Mangia

Questa combinazione di 10 contrade si verificò pure il 2 luglio 1896 (cfr.)
GIUDICI DELLA MOSSA: G.Battista Ottieri della Ciaja e Assunto Grassellini

CAPITANO VITTORIOSO: G.Battista Brancadori

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1825
Il fantino non vinceva dal 16 agosto 1843




Trovandosi la nostra città interessata come tutte le altre d'Italia negli straordinarii sconvolgimenti politici e risentendo noi pure gli effetti disgustosi della guerra vicina, il voto della maggior parte dei cittadini sarebbe stato quello della sospenzione d'ogni genere di festa, e del Palio medesimo come avvenne nel decorso due luglio e come erasi pure praticato in tutte le altre città della Toscana. Ma essendosi ostinata la classe infima del popolo a non adattarsi a questa privazione, né essendo valse persuasioni dei buoni cittadini che ne rappresentavano l'incongruenza di un tempo in cui molte famiglie gemevano desolate o per la morte o per la prigionia dei loro e quasi tutte più o meno trovandosi distratte negli interessi per supplire alle spese di guerra e per altri non lievi disastri: Fu perciò stabilito a scanso di ulteriori inconvenienti che avesse luogo il Palio medesimo nel giorno 15 suddetto risparmiando così almen quello alla lunga, solito corrersi in quella giornata. Giunta frattanto l'ora assegnata per lo spettacolo non comparve nella Piazza alcun legno, e perciò il consueto corso delle carrozze non ebbe luogo. Si fecero allora entrare le Contrade in bell'ordine secondo il solito poiché essendo precedute da un numeroso drappello di Guardia civica a piedi si avanzavano prima gli alfieri colle bandiere delle sette Contrade che non correvano, quindi le altre dieci con bandiere e tamburi ed uffiziali respettivi, i dieci fantini e cavalli corridori, la banda civica, ed in fine il carro solito con le bandiere di tutte le Contrade ed il Palio. Finito il giro si avanzava di nuovo il suddetto corpo di Guardia civica a perlustrare e fare sgombrare il corso, ed in tanto si dava il consueto segnale per annunziare che i fantini si dirigevano al canape. Giunti ad esso e data la mossa senza alcun ritardo né inconveniente dai signori Giovan Battista della Ciaja e Assunto Grassellini si vide andar prima di tutte l'Onda che ripassata tosto dalla Selva [fantino Bonino Figlio] rimase indietro insieme col Bruco [fantino Partino Minore], Drago [fantino Storto], ed altre. Frattanto essendo a quella, cioè alla Selva toccato in sorte un eccellentissimo cavallo si mantenne sempre molto avanti a tutte le altre, se non che sulla metà della terza girata, cioè a San Martino essendo stata raggiunta dal cavallo cavalcato dal Gobbo detto Saragiuolo, rimase addietro, e il Palio per conseguenza fu vinto dalla detta Contrada dell'Onda con gran sorpresa di tutti, poiché durante le due prime girate si trovava ad una considerevole distanza dalla prima. I Giudici della vincita erano i signori conte Carlo de Vecchi, dott.Mario Bargagli, ed Antonio Spennazzi. Fu consegnato il premio alla Contrada vincitrice, e così ebbe fine la corsa senza inconvenienti di sorte alcuna, ove si eccettui la pochissima affluenza di popolo, e specialmente dalla provincia ed altre città dello Stato a differenza di ciò che poteva avvenire negli anni decorsi, e ciò attese le circostanze critiche preannunciate. Finalmente il servizio militare fu per intiero disimpegnato dalla Guardia civica, essendo tutta la truppa di guarnigione già assente fin dal marzo passato per essersi portata in Lombardia a combattere per l'indipendenza italiana.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)