16 agosto 1846
OCA



L'ordine NON è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
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(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

M. di R.Buonsignori ISTRICE Gobbo Saragiolo
S. di L.Grandi CIVETTA Bicchierino
B. di G.Casini LUPA Saltatore
M. di P.Petri PANTERA Gobbo Fenzi
M. di G.B.Bernini OCA Storto
B. di P.Cianchelli SELVA Campanino
B. di L.Grandi ONDA Romano
M. di C.Meini DRAGO Figlio di Bonino
B. di G.Senesi BRUCO Sagrino
B. di F.Filipperi AQUILA Fornaio

GIUDICI DELLA MOSSA: Carlo Grisaldi del Taja e Ansano Lunghetti

CAPITANO VITTORIOSO: Pietro Pieraccini
GOVERNATORE VITTORIOSO: Giulio Papi

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1841
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1838




Incominciava la festa con il consueto corso delle carrozze, dopo il quale ed al momento in cui sua altezza il Granduca e tutta la reale famiglia si presentava alla ringhiera del Casino dei Nobili entrarono in Piazza precedute da uno squadrone di cavalleria le Contrade con tutti i loro accessorii e coll'ordine seguente. Aprivano la marcia un distaccamento dei regi Cacciatori a cavallo e quindi i tamburi delle dieci Contrade che prendevano parte alla corsa, e seguivano poi gli alfieri con le bandiere spiegate a doppia fila delle altre sette che non correvano. Teneva dietro ad esse la banda dei dilettanti e venivano poi le dieci Contrade suddette con i respettivi alfieri ed uffiziali, tutti recando l'usato vestito all'italiana antica. La banda civica precedeva il carro ove era situato il Palio, e chiudevano il corteggio i cavalli corridori, e i fantini montati su differenti cavalli, com'è di costume. Fatto poi l'ultimo giro perlustrazione dalla squadrone suddetto e dato il segnale consueto, si diressero i fantini con ordine sufficiente verso la mossa, a cui presiedeva il cavalier Adriano Pieri. Calato il canape scapparono essi benissimo e senza inconvenienti avanzandosi primo a tutti quello del Drago, che si mantenne primo per quasi due intiere girate, mentre alcuni rimanevano molto in dietro altri cadevano a San Martino, come la Lupa e l'Onda, e soli erano rimaste a prendere parte della gara oltre il primo anche quello della Pantera, dell'Istrice, e dell'Oca. Infatti il Drago veniva dipoi superato dall'Oca, a questa passava innansi destramente la Pantera che si mantenne prima sino all'ultimo in cui venne all'improvviso ripassata dall'Oca che per poco trovandosi innanzi rimase vittoriosa essendo il fantino di essa un tale soprannominato lo Storto. Così ebbe fine questa festa, la quale, sebbene fatta nel modo solito degli altri anni quantunque vi assistesse tutta intiera la reale Famiglia compreso anche il Principe ereditario, pure riuscì assai brillante e piacevole sì per l'ordine con cui venne eseguita come ancora per la gara che ebbe luogo nell'ultima girata specialmente fra le Contrade summentovate.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)